A Stoccolma  gli spazzaneve politically correct paralizzano la città
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A Stoccolma  gli spazzaneve politically correct paralizzano la città
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A Stoccolma gli spazzaneve politically correct paralizzano la città

Il Sindaco aveva disposto di liberare prima marciapiedi e piste ciclabili per favorire le donne, ma il risultato è stato disastroso

Quando nevica a Stoccolma - come, del resto, in tutto il Nord Europa - lo fa sul serio e nella notte tra mercoledì e giovedì sono caduti trentanove centimetri di neve solo nella capitale svedese: la quantità più ingente da più di un secolo a questa parte.

Per far fronte all'emergenza il sindaco, la Signora Karin Wanngård, ha fatto scattare il piano antineve, uno dei fiori all'occhiello della sua campagna elettorale basata sulla parità dei diritti e sull'assenza di discriminazione di genere.

Il sindaco, infatti, tra le altre cose, aveva promesso che, in caso di neve, avrebbe prima fatto liberare marciapiedi e piste ciclabili e poi strade e autostrade, questo per favorire proprio la mobilità delle donne che, di solito, si spostano a piedi o in bici.

Peccato che il Sindaco non abbia fatto i conti con le esigenze di una grande metropoli europea che è, così, rimasta paralizzata.

Scuole e ospedali sono risultati irraggiungibili a lungo; aereoporti chiusi; camion e mezzi pubblici impossibilitati a partire; macchine bloccate da quasi 40 centimetri di neve.

Una situazione di caos questa sì senza distinzione di genere che ha causato almeno 1.500 richiami alle autorità. "Andava meglio quando spazzini e spazzaneve potevano lavorare di testa loro, senza regolamenti di genere" ha scritto qualcuno in Rete mentre l'Assessorato dei Trasporti, in mano al partito ambientalista locale, ha ammesso: "Qualcosa non ha funzionato e forse è meglio che in queste ore chi può lavori da casa".

Una situazione di confusione cui la solitamente ordinata Stoccolma non è abituata che ha causato blocchi nelle autostrade e tangenziali, rinvio di processi, problemi alla sanità e disagio per tutta la popolazione. "E' vero che si poteva andare nel negozio sotto casa a comprare il pane - ha scritto un utente su Twitter - ma il panettiere il suo negozio non lo aveva aperto perchè non era potuto arrivarci".

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