A spasso per gli States: niente più junk food

A sorpresa gli amoricani stanno diventando salutisti. Spopolano le diete e gli hot dog li mangiano i turisti

Junk food a New York

Martina Panagia

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Se gli italiani all'estero sono conosciuti per "pasta, pizza e mandolino", gli americani sono noti per la loro assoluta propensione verso il cibo spazzatura che li trasforma in super obesi da  "junk food". Chi non si ricorda il film-documentario "Super size me" di Morgan Spurlock uscito nel 2004?

Ma qualcosa sta cambiando. Quando venni a New York nel 2008, le persone sovrappeso erano moltissime ed era quasi impossibile incrociare per strada un cittadino che fosse sotto la taglia 46.
Oggi, nel 2012, non è più così. Vi ho già raccontato delle fissazioni salutiste che ho scoperto a San Francisco, ma non mi aspettavo proprio di trovare così tanti newyorchesi in forma e...magri.

La politica anti-obesità portata avanti in questi anni da Barak Obama e soprattutto dalla moglie Michelle, che si concentra ancora di più nella lotta all'obesità infantile, sta decisamente dando i suoi frutti.
Numerosissimi i siti internet dedicati al "mangiar sano", come letsmove.org gestito dallo staff di Michelle stessa, danielplan.com - God's prescription for your healt - che addirittura promuove uno stile di vita basato sulla storia biblica di Daniele, che ha abbandonato i cibi ricchi del re in favore di quelli poveri per onorare Dio. Tra consigli su spot e dieta, propone anche una Running Prayer, una preghiera da rivolgere a Dio durante il jogging.
Vi segnalo anche strong4life.com e obesitycampaign.org entrambi finalizzati ad educare gli americani a seguire una dieta equilibrata.

È stato redatto anche un "Presidential Memorandum" ed istituita una Task Force con l'obiettivo di estirpare l'obesità infantile entro una generazione lavorando per:
1. Garantire cibo sano a prezzi accessibili
2. Aumentare l'attività fisica nelle scuole e nelle comunità
3. Fornitura di cibi non grassi nelle scuole
4. Formazione dei genitori con informazioni e strumenti per fare le scelte giuste per sè stessi e le loro famiglie.
Insomma, oltre le parole e le promesse, anche i fatti.

Gli americani hanno recepito il messaggio e non solo fioccano palestre aperte 24h ore su 24 (molto frequentate) ma  ai numerosissimi baracchini di hot dog e pollo fritto allo spiedo ormai in fila si trovano soprattutto turisti.
Mi chiedo se l'imminente tassa sulle bibite zuccherate proposta qui in Italia abbia il nobile scopo di preservare la salute dei cittadini come sta accadendo oltreoceano e se le polemiche in atto contro questa iniziativa abbiano un fondamento. Certo è che, se si vuole veramente intervenire sulla salute e le abitudini alimentari dei cittadini,  le vie da percorrere potrebbero essere molte altre e sicuramente più popolari di questa.

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