A spasso per gli States: che delusione Miami Beach, tanti italiani e poca magia

La città di Scarface non ha più fascino a causa dei turisti, soprattutto dei nostri connazionali

Miami Beach

Martina Panagia

-

L'oceano è poesia. Nuotarci dentro significa sentirsi parte di qualcosa di più grande, sciogliersi nelle sue acque porta la mente tanto lontano quanti sono i posti bagnati da quel sale. Acque fredde e profonde ospitano pesci che nuotano fino a riva di un'isola per giocare con le onde mentre i venti rinfrescano una bollente giornata di sole.  

Peccato che Miami Beach non sia così.

Vorrei aver provato queste emozioni, ma qui non ho sentito nulla. Niente mi ha stupito, niente mi ha fatto sospirare, niente mi ha emozionato. L'oceano di Miami Beach è una lunghissima distesa di acqua calda, poco profonda e calma mentre le spiagge e la strada principale (Ocean Drive) sono zeppe di turisti, ristoratori e negozianti italiani.

Mi ha ricordato molto la Porto Cervo di un tempo, dove tanti ricconi e tanti aspiranti tali popolavano la Costa Smeralda orgogliosi di vivere nel lusso. La stessa dinamica c'è qui: ci sono gli italiani ricchi veri che sbandierano le loro Ferrari, Camaro o Mustang percorrendo Collins e la Washington Avenue e parcheggiando davanti a posti super cool come il "Casa Tua" (1700 James Avenue) o il B.E.D. (929 Washington Ave)  e che alloggiano al Delano, al Ritz o al The Setai, gli hotel più lussuosi  con camere che arrivano a costare 1000 dollari a notte.

Poi ci sono quelli che io chiamo i "Wanna be", cioè i "vorrei ma non posso": turisti che a distanza di 15 anni dalla morte di Gianni Versace hanno il pessimo gusto di scattarsi le foto davanti alla villa dove fu ucciso e che per una settimana vogliono fare i gran signori, spendendo ciò che non hanno per poter pubblicare su Facebook foto da Miami. Dico io, andate da un'altra parte.

Le coste, le spiagge ed il mare italiano non hanno nulla a che invidiare a Miami, anzi. I prezzi sono molto più ragionevoli, i servizi più efficienti e la cucina migliore. È inutile cambiare continente per poi comunque trovarsi circondati da italiani, per cui tanto vale optare per una bella caletta sulle nostre isole e sul nostro litorale.

Per me Miami aveva un fascino immenso prima di metterci piede, quando la sognavo guardando serie Tv e  film ambientati lì, come Scarface, Miami Vice, C.S.I e Nip/Tuck. Ma una volta arrivata, l'ho trovata scialba, costosa e banale. Forse noi italiani dovremmo apprezzare di più la meraviglia del nostro mare e delle nostre coste piuttosto che spararci 9 ore di volo per raggiungere un isola che non c'è.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Coppia in vacanza? I cinque consigli per non far affogare l'amore

Organizzazione, sesso e amici sono gli ingredienti giusti per fidanzati, amanti e sposati. Fate una pausa da tutto e dimenticatevi (se ne avete) dei figli

A spasso per gli States: la partenza e i contrattempi

Tra cellulari persi e litigate con il fidanzato il racconto di uni viaggio estenuante per arrivare a San Francisco

A spasso per gli States: San Francisco, la città dove tutto è particolare

Una città incredibile tra leoni marini e scarpe con le ali

A spasso per gli States: il parco naturale di Yosemite, per immergersi nel vero pianeta Terra

Un ecosistema avviato che farebbe tranquillamente a meno dell'essere umano che si affanna tanto per piegare la natura al suo servizio

A spasso per gli States: Las Vegas un luna park nel cuore del deserto

Nella città dove tutto è all'insegna della finzione l'illusione è la regola e l'azzardo del gioco dei casinò lascia i visitatori col muso lungo (e il portafogli vuoto)

A spasso per gli States: a Orlando tra Harry Potter e Spiderman

In Florida sulle tracce del Peter Pan che si nasconde in ognuno di noi

A spasso per gli States: l'America e l'illusione della libertà

Nella terra promessa dei diritti e delle possibilità ci sono regole che non ci si può permettere di infrangere (come buttare un mozzicone dal finestrino dell'auto)

Commenti