50 sfumature, sadomaso e bondage. E se il lieto fine fosse un altro?
50 sfumature, sadomaso e bondage. E se il lieto fine fosse un altro?
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50 sfumature, sadomaso e bondage. E se il lieto fine fosse un altro?

Prima i libri, ora il film. La trilogia hot di E.L James rischia di sfasciare l'unico ammortizzatore sociale contro l’inverno economico: la famiglia

Sono ovviamente fichissimi. L'attrice Dakota Johnson sarà Anastasia e, soprattutto, il bonazzo protagonista della serie Sons of Anarchy, Charlie Hunnam, sarà Christian Grey.
 La storia, per sommi capi, la conosciamo tutti. O comunque, anche i pochi che non lo hanno letto, sanno che Cinquanta sfumature di grigio parla di sesso sadomaso. Decine di milioni di copie vendute. Lui, giovane miliardario. Lei, studentessa universitaria. Al cinema si preparano a far sospirare casalinghe e scolarette.

È vero, questa rischia di essere un’affermazione sessista. Ma resta un fatto che sia principalmente femminile (e poco istruito) il pubblico di questa trilogia da due soldi. Che però di soldi ne ha fatto incassare molti. E continuerà a farlo. Vendendo la favola che ogni Madame Bovary vuole sentirsi raccontare: una storia d’amore burrascosa con lieto fine.

La novità non è tanto il fatto che a lui piaccia legare e a lei essere legata. A un sacco di gente come si deve i giochini erotici sono sempre piaciuti. Ma il fatto che il bondage è diventato pop. Adesso le signore rivestite di bigiotteria e le ragazzine in shorts che hanno sempre divorato di nascosto gli Harmony, lo ostentano.

Sul treno, in tram, in spiaggia, in ufficio. A letto. Dove, speranzose, lo passano ai mariti: non si sa mai che la lettura non li faccia ringalluzzire. “Possibile non gli sia ancora venuto in mente di legarmi nemmeno una volta quest’anno?”, pensa lei. La fantasia prende il sopravvento sulla realtà. Se una volta era un diamante, a rendere l’amore “per sempre”, adesso vorrebbe lo fossero le manette. Meglio ancora manette di diamante.

 Sull’onda delle cinquanta sfumature sono spuntate trilogie erotiche come funghi, alcune anche in salsa italiana. Non c’è niente di male, le lettrici sono più dei lettori. E oggi, in un momento in cui gli uomini sono in via di estinzione, affettivamente frustrate e inappagate dalla loro stessa volata di emancipazione, vende bene un prodotto che risponda al bisogno di riportare il sesso, almeno nella fantasia, a quella primordialità eterissima così retrò.

“Che l’uomo sia uomo, Cristo!” si lamentano spesso le donne che hanno a che fare con bellocci lampadati e depilati alle prese con attacchi di panico, affetti da indecisione cronica, perennemente in contatto con il proprio subconscio grazie ai preziosi suggerimenti di uno scaltro analista.

La recita dei ruoli che romanzi e film ci hanno proposto per decenni, per rimanere nella contemporaneità, si sono fossilizzati nelle fantasie e sono duri ad adeguarsi alle retoriche quelli che ci vorrebbero tutti transgender. Qualcuno riesce a immaginare, se non in forma parodistica, la bella e il principe azzurro omosessuali? Uomo e donna restano gli ideali romantici della maggioranza etero e tutto quello che la maggioranza delle donne vuole è il vissero felici e contenti di una volta. I due si devono sposare.

E, naturalmente, fare tanti bambini.

Solo che nelle civiltà opulente, il sesso (per fortuna) è diventato altro dal vecchio “non lo fo per piacer mio ma per far piacere a dio” dei secoli bui. Così nascono ogni giorno nuovi feticismi,  fantasie e possibilità di incastro. Siamo tutti come uno dei personaggi di Verdone in Viaggi di nozze. Tutti vogliono “farlo strano”. Se non ti leghi un po’ che lo fai a fare?

Infatti il bondage è diventato pop.

È questa la favola romantica contemporanea.

E la speranza delle lettrici del libro e future spettatrici del film è che nonostante le vene varicose, le caldane della menopausa o le tette flosce (e nonostante il loro principe azzurro stia diventando calvo, con la pancia in fuori e i peli sulla schiena), nonostante stiano insieme da anni e quindi dopo un po’, ”l’amore che strappa i capelli è finito ormai”, ecco che le speranze favolesche fanno si che una donna sogni notti roventi e giochini raffinati, anche se i bambini piangono nell’altra stanza e la sveglia è alle sei, per non perdere l’autobus.

L’amore, i rapporti, non sono fiabe. Non è retorica. È un fatto. La famiglia è un insieme che fino ad oggi è stato funzionale a tenere uniti cose e persone. E oggi, nella crisi, è la famiglia, sotto forma del grasso accumulato, come le foche, il vero ammortizzatore sociale contro l’inverno economico di cui non si vede la fine. E i rapporti coniugali, la vera forza dell’amore, è nella quotidianità, è tutto quello che pronunciato il “vissero felici e contenti”, sta dopo.

E anche se, per fortuna, l’intrattenimento, come l’arte, non devono tener conto delle conseguenze sociali che possono produrre (altrimenti vivremmo nell’orrore della censura) c’è da dire che il potenziale distruttivo di questi libri e dei film che verranno è enorme.

Ed entra a mio avviso di diritto sul podio dei tre fenomeni sociali che danno il colpo di grazia al matrimonio e alla famiglia tradizionale. La cui classifica mi sono permesso di stilare:

1)     Il viagra. Che ha permesso a un sacco di vecchietti benestanti e ancora arzilli di avere una buona ragione per salutare l’amorevole consorte che russa accanto a loro ogni notte da decenni, fare i bagagli e dilapidare i risparmi in compagnia di una escort appena maggiorenne per gli ultimi anni di vita. Adesso, grazie alla pillolina blu, sanno finalmente che cosa farci.

2)      Facebook. Grande e demoniaca invenzione per terminare la coppie in crisi. Eccolo là, il compagno di classe delle medie che ti scrive “come stai” proprio la sera in cui tuo marito ti ha dato di nuovo buca per giocare a calcetto con quei falliti dei suoi colleghi. “Tutto bene”, rispondi “e tu?” E da lì, una chat via l’altra e matrimonio fallito.

3)     50 sfumature. Hanno portato una vera e propria invasione di giocattoli ufficiali e fai da te tra le lenzuola delle coppie. Mi immagino questa lettrice esagitata, che ha scoperto che esistono cose che neanche immaginava. Chissà quanto imbarazzo le costa trovare il modo per chiedere al marito: legami. E chissà quanto ne costa a lui rispondere: spostati.

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