10 oggetti made in Italy che rischiano di scomparire
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10 oggetti made in Italy che rischiano di scomparire

Per chi ha più di 20 anni ecco alcuni oggetti indimenticabili

Non solo il suo nome, ma anche il suo profumo: sì, la Coccoina rappresenta un oggetto speciale, non una semplice colla, grazie a quel nome e a quell'inconfondibile profumo, ma anche grazie al bastoncino col quale poteva essere "pescata" dalla scatolina blu, per essere stesa sui fogli. Se si hanno meno di 20 anni il ricordo non può che far tornare indietro nel tempo. Così come quello delle Crystal Ball, le bolle da soffiare nell'apposito bastoncino forato, che potevano essere staccate e, anche se scoppiate (o afflosciate) non macchiavano mani né vestiti.

Sono molti gli oggetti che i ragazzi degli anni '80 (e non solo) possono riconoscere tra quelli del progetto "Fatto bene", voluto dalla giornalista Anna Lagorio e dal fotografo Alex Carnevali, per celebrare alcuni dei prodotti di artigianato e industria Made in Italy, che ora rischiano di scomparire. Si va dalla brillantina Linetti all'Acqua distillata da rose della Roberts, alle carte Modiano a a molto altro, scovato (e riscoperto) in giro per il Belpaese.

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Creato nel 1837 da Carlo Erba, farmacista e proprietario della farmacia Brera, nel cuore di Milano, è prodotto con l'estratto di tamarindo, a cui vengono aggiunti magnesia ed estratto di canapa. Erba è il primo insieme a Giovanni Polli, a sperimentare in Italia nel 1948 gli effetti dell'hashish, somministrando ad amici e parenti compresse a base di “canapa, burro, zucchero, cannella e noce moscata”. Negli anni '70, il marchio Carlo Erba è stato acquisito da Cedral Tassoni che produce e imbottiglia nello stabilimento di Salò, mantenendo inalterati sia la ricetta che la confezione originale
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