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Twitter compie dieci anni, ecco le 10 cose che ha cambiato

Dall’hashtag alla politica in Rete, così il social network di Jack Dorsey ha rivoluzionato il nostro modo di comunicare

Ebbene sì, anche Twitter è diventato grande. Dieci anni - tanto è passato dal primo vagito del social network di Jack e Dorsey in Rete - possono sembrare pochi, ma nel mondo digitale sono un’eternità. In dieci anni per dire, MySpace ha fatto in tempo a nascere, crescere e morire.

Twitter, invece, è ancora lì e nonostante tutti i problemi resta la piattaforma social più popolare, dopo Facebook naturalmente. Merito di tutte quelle piccole e grandi innovazioni che in questi anni hanno cambiato il nostro modo di comunicare.

Ne abbiamo scelto dieci, le più significative [Scorri Avanti per continuare].

1. L’hashtag

Dieci anni fa il cancelletto era solo un simbolo un po' sfigato da utilizzare al telefono per comunicare coi risponditori automatici. C’è voluto Twitter per farne l’icona dei trend topic, gli argomenti di tendenza, nonché per mettere in evidenza slogan o pensieri particolarmente ficcanti.

2. I follower

Se Facebook ha sublimato il valore dell’amicizia, Twitter ci ha insegnato il significato e l’importanza del contatto come riferimento, persona da seguire. Piaccia o meno la parola follower rientra fra i neologismi della nostra lingua, utilizzato da tutti, anche da chi magari un account Twitter nemmeno ce l’ha.

3. I commenti in diretta durante i programmi televisivi

Con Twitter siamo diventati tutti opinionisti televisivi. Che si tratti di una partita di calcio, un varietà, una tribuna politica non fa differenza: l’importante è che ciascuno dica la sua. Su Twitter c’è posto per tutti, basta essere sul pezzo e avere un’idea sull’argomento. Meglio se arguta, o quantomeno sensata.

4. Il retweet

Quello che un tempo era solo un modo come un altro per rilanciare un contenuto degno di nato è diventato uno dei simboli per eccellenza della condivisione. Lo hanno capito anche le aziende, ormai sempre più prodighe di idee pur di avere una citazione gratuita da parte degli utenti. Nell'epoca della viralità, un retweet può essere il primo passo per scatenare la diffusione di massa. 

5. I 140 caratteri

Ovvero il dono della sintesi. Twitter ha rivoluzionato il nostro modo di scrivere in rete e, per alcuni, anche il modo di pensare. Ma soprattutto ha fatto capire in modo perentorio quanto la Rete apprezzi un certo tipo comunicazione, schietta e concisa. C’è chi crede che prima o poi il limite verrà eliminato, fino a quel momento Twitter sarà l'emblema dell'essenziale.

6. Linea diretta col VIP

Ma dove vai se un account Twitter non ce l’hai? Per le celebrities di tutto il mondo, il social network dei cinguettii è diventato il canale preferenziale per comunicare coi propri fan. Con tutti i pro e i contro del caso. Il numero di account VIP aperti e poi richiusi ormai non si conta più: ché essere su un social network aperto significa prendere il meglio ma anche il peggio della Rete.

7. Un nuovo modo di fare giornalismo

Le notizie? Ormai passano prima da Twitter. Questione di velocità e capillarità. Certo, ogni cinguettio va preso con le dovute pinze (gli utenti non sono giornalisti, e spesso si dimenticano di verificare il fondamento di certe voci), ma tutti i recenti fatti di cronaca dimostrano che, per quanto sintetica e iperframmentata, l’informazione sui social funziona eccome.

8. La politica in rete

Dopo il comizio in piazza e la tribuna politica in TV, è arrivato a Twitter a ricordarci che il primo vero lavoro di ogni buon politico è stabilire un contatto coi propri elettori. Per qualcuno è un buon modo per ridurre la distanza fra istituzioni e cittadini, per altri solo l’ennesimo stucchevole modo di fare propaganda. Nel dubbio prendiamo atto che prima di Twitter non esisteva un modo per parlare direttamente ai governanti del Pianeta (o ai loro portavoce).

9. I social come strumento per fare rivoluzione

Per buona pace di chi lo considera solo uno delle tante piazze digitali per perditempo, Twitter si è conquistato - sul campo - i gradi di nuovo megafono sociale. Lo dicono i fatti, ad esempio quelli che hanno portato nel 2011 molti dimostranti egiziani a radunarsi e a propagare la loro protesta contro il governo di Mubarak proprio a suon di cinguettii.

10. La rinascita delle parodie

Vent’anni fa c’era il Bagaglino, oggi ci sono i cosiddetti profili fake, account nati per prendere un po' in giro i personaggi famosi o, banalmente, per commentare fatti e persone sul Web utilizzando un registro goliardico. In Italia il finto Flavio Briatore o il finto Vujadin Boskov sono fra i profili più seguiti della tweetsfera, all’estero segnaliamo fra gli altri gli omaggi a Zuckerberg, Chuck Norris ed Elon Musk.

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