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Perché Snapchat sarà il nostro prossimo social network

Semplice, diretto e senza troppe controindicazioni a livello di privacy: i 5 motivi che fanno del servizio il nuovo fenomeno del Web sociale

Negli Stati Uniti è già popolarissimo, ma anche da noi se ne comincia a parlare con una certa insistenza, soprattutto fra i più giovani. Snapchat, l’applicazione per trasmettere foto, video e testi “a tempo determinato” è secondo molti il prototipo del social del futuro. Perché è semplice, immediato e senza troppe controindicazioni a livello di privacy: si scatta – o si filma – si aggiunge un testo o un’emoticon e si posta il tutto agli amici, senza preoccuparsi troppo degli effetti indesiderati a lungo termine. 

Già, perché la parte più interessante di questo social sta nel suo meccanismo ad orologeria: tutti i contenuti pubblicati – belli o brutti che siano – si autodistruggono dopo un massimo di 24 ore. Vi sembra poco? Forse, ma è proprio questo ciò che rende Snapchat più appetibile di tanti altre applicazioni del Web sociale: secondo le ultime rilevazioni, ad oggi ci sono più di 100 milioni di utenti attivi che visualizzano 7 miliardi di snap (foto e video) al giorno.

Doveroso, arrivati a questo punto, provare a capirne di più, analizzandoi i 5 motivi che fanno di questo servizio un’alternativa a Facebook e a tutti gli altri social più gettonati.

È il social network più spontaneo (e quindi realistico)

Sapere che le tue foto e i tuoi video si autodistruggeranno dopo un tempo limite (si va da 1 a 10 secondi per i contenuti singoli, fino a un massimo di 24 ore per le storie), ti fa perdere tutte quelle inibizioni che oggi ti condizionano sugli altri social, Facebook in primis. Certo, c’è sempre la possibilità che qualcuno fra i tuoi contatti (difficile chiamarli amici) decida di fare uno screenshot di ciò che hai appena postato per conservare la prova del reato, ma le preoccupazioni a livello di privacy restano comunque molto basse.

Un po’ chat, un po’ social

Per come è stato concepito, Snapchat strizza l’occhio sia gli amanti delle conversazioni private che a quelli dell’interazione più "social". All’utente viene lasciata la facoltà di condividere la propria foto o il proprio video in due formati diversi: come messaggio individuale, e in questo caso lo snap si autodistruggerà dopo essere stato visto, o come storia, lasciando i contenuti attivi per 24 ore. Un bel modo per dare un colpo al cerchio e uno alla botte, combinando socialità e intimità.

Semplice, per questo efficace

Un tasto (quello della fotocamera) e un editor minimale per aggiungere testo, filtri e faccine. Null’altro. Snapchat potrebbe essere considerato l’alternativa “visual” di Twitter: dieci secondi al massimo per dire chi sei e quello che stai facendo. Ti basta un cellulare e una storia da raccontare (il tuo gatto che dorme, i tuoi amici riversi sul divano dopo l’ennesima sbronza del sabato sera) e il gioco è fatto. Se pensi che i profili Facebook siano troppo curati e in fin dei conti non rappresentativi di ciò che siamo davvero, questo è il posto giusto per mettersi a nudo.

Un social solo per teen ager? Lo dicevano anche di Facebook…

Si fa presto a liquidare Snapchat come il solito social network per ragazzini tutti ormoni e brufoli. La verità è che il popolo dei “teen” è da sempre più svelto a ricettivo di fronte alle novità, e Snapchat è a tutti gli effetti una novità. Si sono semplicemente sintonizzati prima; presto tardi anche i “matusa” dovranno prendere atto che esiste un modo diverso (che non significa necessariamente migliore) per comunicare col prossimo. Del resto basti pensare all’evoluzione che ha avuto Facebook nei suoi 10 anni di vita: quel sito che in origine veniva utilizzato per conoscere le ragazze del college oggi è la più grande piazza virtuale del Web, dove tutti – aziende comprese – si sono ritagliati il proprio spazio vitale.

Niente Like, su Snapchat non serve piacere

All’opposto di tanti altri social network, Snapchat non prevede (almeno per ora) meccanismi di interazione: like, cuori, stelline non fanno parte di questo mondo, semplicemente perché a nessuno qui interessa avere l’approvazione degli altri. Tutto gira intorno al contenuto, più che alle virtù del singolo: una volta consumato lo “snap” si passa a quello successivo. Siamo agli albori di una nuova era, quella dei post usa-e-getta: per molti sarà un modo troppo leggero e superficiale per arrivare al prossimo, per altri è proprio quello che serviva in un mondo – quello delle relazioni digitali – che forse si prende un po' troppo sul serio.

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