Samsung vuole portare i selfie nello spazio
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Samsung vuole portare i selfie nello spazio

Un pallone aerostatico e un Galaxy S10 5G nella stratosfera per la missione SpaceSelfie che permetterà a 65.000 fortunati un autoscatto unico e impareggiabile

Conquistare nuove frontiere è una delle ambizioni più alte delle grandi aziende tech, così dopo aver introdotto gli smartwatch moderni con il lancio del Galaxy Gear nel 2013 e, più recentemente, lanciato i televisori curvi e gli smartphone pieghevoli, Samsung guarda ancora più in alto mettendo nel mirino la conquista dello spazio. Niente competizione con la Nasa né guanti di sfida verso Space X, Virgin Galactic e Blue Origin (società dedite al turismo spaziale fondate da, nell’ordine, Elon Musk, Richard Branson e Jeff Bezos) ma un progetto mirato a offrire alle persone l’opportunità di lasciare un segno nell’universo con un autoscatto ottenuto mediante un particolare Galaxy S10 5G, lo smartphone di punta della casa coreana.

Per quanto in realtà la rete 5G non sia al centro del piano, poiché il segnale non raggiunge altezze così elevate, il programma SpaceSelfie nasce dalla partnership con Flightline Films, azienda di Las Vegas specializzata nella produzione di immagini, video, contenuti in 4K e in realtà virtuale dello spazio, con l’intento di raggiungere la stratosfera per centrare un altro traguardo storico e allungare la lista delle innovazioni firmate nei primi ottantuno anni di attività di Samsung (fondata nel 1938 a Seul da Lee Byung-chul). 

Dopo mesi di preparazione ed esperimenti, la conquista spaziale sarà avviata con un pallone aerostatico ad alta pressione dalle dimensioni di 10,5 x 18 metri, che si solleverà da una rampa di lancio del South Dakota, stato nel Midwest degli Stati Uniti, trasportando un alloggiamento su misura per il Galaxy S10 5G, fino a toccare i 19.700 metri di altezza. L’intero carico è stato progettato al fine di assicurare fotografie di alta qualità, tenendo in considerazione la curvatura del nostro pianeta e i riflessi generati dalla luce solare, la cui energia alimenterà sia lo smartphone, sia il relativo alloggiamento. Gli interessati al selfie spaziale dovranno limitarsi a scattare e caricare un proprio autoscatto su Mission Control.

Per consentire la buona riuscita dell’operazione, Samsung ha sviluppato due applicazioni: la prima per il controllo a terra, utile per inviare e ricevere i selfie tra la piattaforma e il pallone aerostatico, la seconda dedicata al Galaxy S10 per permettere il dialogo tra smartphone e fotocamera fissa dell’attrezzatura, in modo da poter catturare le singole immagini dei selfie visualizzati sullo schermo del device. A completare il processo è la comunicazione tra le due app, con la prima che richiede alla seconda di girare gli autoscatti sulla Terra, così che ognuno dei 65.000 prescelti in maniera causale da Samsung potrà ricevere sul suo smartphone il proprio selfie spaziale.

Al centro del piano c’è dunque il telefono più iconico e gettonato di Samsung, chiamato ad operare in un ambiente unico e condizioni differenti dai consueti standard, come la resistenza a temperature estreme fino a -65 gradi, con il display Amoled di 6,7’’ che evita la formazione di condensa e rotture anche a un'altitudine doppia del monte Everest. Un mix che consentirà di operare laddove finora solo gli astronauti hanno potuto. “Portare i selfie a un nuovo livello è l’esempio di come e quanto stiamo spingendo i limiti di ciò che sia possibile fare con i nostri dispositivi”, ha dichiarato Benjamin Braun, capo del marketing di Samsung Europa.

Per suggellare l’evento, i coreani hanno trovato una madrina d’eccezione come Cara Delevingne (tra gli altri testimonial figura anche Zlatan Ibrahimovic) che, oltre a pubblicizzare il progetto verso i suoi quasi cinquanta milioni di seguaci sparsi tra Instagram (43,5 milioni di followers) e Facebook, si è detta entusiasta del piano: “L’idea di conquistare lo spazio è elettrizzante e sto pensando a come firmare il mio selfie più epico di sempre”. Di certo l’autoscatto spaziale della modella e attrice britannica diventerà un cult sui social e chissà se, oltre a Samsung, riuscirà anche lei a firmare l’impresa e ottenere più like, cuoricini e retweet del più celebre autoscatto della storia: la foto di gruppo scattata da Bradley Cooper durante gli Oscar del 2014 e caricata su Twitter da Ellen DeGeneres.

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Alessio Caprodossi