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HTC One M9, le cose da sapere

Svelato al Mobile World Congress di Barcellona il nuovo modello di punta dell'azienda di Taiwan, in arrivo in Italia ad aprile. Ecco tutti i dettagli

da Barcellona 

Qui si grida all’apoteosi del design, si evocano termini altisonanti, si usano epiteti come gioiello, iconico, elegante. Non occorre. È enfasi superflua, rumore di fondo, spreco di parole. Il nuovo One M9 di Htc, appena svelato a Barcellona, non ne ha bisogno. Parla con i numeri. Sentite che sinfonia: schermo Full Hd da 5 pollici (1080p, è naturale); processore octa-core Qualcomm Snapdragon 810 a 64 bit; fotocamera da 20 megapixel che registra anche video in 4K; batteria da 2.840 mAh. Il tutto stipato in uno spessore di 9,61 millimetri per un peso di 157 grammi. Qualcosa in più della diretta concorrenza, è vero, ma non saranno una dozzina di grammi sulla circonferenza a guastare la festa.

Festa vera qui al Palau Sant Jordi, arrampicato su una collina che domina la città catalana e abbraccia il mare, dove la casa taiwanese toglie il velo sul suo ultimo top di gamma. L’ammiraglia della flotta, la regina del reame. Che ricalca il look dei fortunati predecessori, il One M7 e M8 ovviamente, come dimostrano queste prime immagini. Segno e segnale che quando le cose funzionano, convincono, non è logico affannarsi a cambiare e stravolgere. Non è pigrizia. È buon senso. Sono pregi: come il design metallico, i bordi lucidi, un hardware che si sposa con un software ricco di chicche, un’interfaccia pensata per scavallare la noia mortale di Android. Scopriamo i dettagli, premettendo che in Italia il telefono arriverà ad aprile. Le varianti di colore saranno dual tone silver e gold-rose, più avanti si aggiungeranno gunmetal grey e gold. Sul prezzo sul nostro mercato, al momento, bocche cucite.

Occhio al ciclope

L’anno scorso Htc ci convinse che una sola fotocamera posteriore non era sufficiente, che servivano due obiettivi per avere immagini profonde, non piatte come la concorrenza. Marcia indietro o nuova rotta, fatto sta che sulla T scavata che campeggia nella parte superiore del retro del dispositivo, accanto al flash, c’è un solo occhio. Ma che occhio: sensore da 20 megapixel, lente in zaffiro immune ai graffi; possibilità, lo si diceva nell’introduzione, di riprendere filmati in 4K. Quattro volte il Full Hd. Superfluo precisare che l’autofocus è requisito di serie.

Per quel che riguarda la fotocamera frontale, quella chiamata a saziare la nostra indomabile fame di selfie, a tenere banco è la tecnologia UltraPixel. Il suo pregio, almeno quello dichiarato dal produttore, è catturare tre volte più luce degli obiettivi standard. Così se decidete di immortalarvi quando è buio pesto o quasi, non metterete il muso se vedrete qualche ombra o poco più anziché la vostra caricata (e un po’ caricaturale) espressione di giubilo. E con gli effetti precaricati e l’ormai collaudata Zoe per unire immagini e musica, anche i montaggi più arditi e gli album animati saranno a portata di dito.

 

Anche l’orecchio non scherza

I grandi televisori orfani di un impianto home theater o di un parco di diffusori adeguati lo insegnano: le immagini, per quanto nitide e spettacolari, da sole non bastano. Discorso perfettamente riproducibile tra gli smartphone: di regola, iPhone incluso, integrano speaker in cui la potenza e la pulizia del suono hanno la consistenza e il sapore del vorrei ma non posso. 

Htc One, con le sue doppie bocche che cantano dal lato superiore, ha già dimostrato che un’altra strada è possibile oltre che auspicabile. Con il modello M9 fa un altro passo in avanti, perché la partnership con i Dolby Laboratories consente di simulare un effetto surround 5.1. Un’immersività da doppia coppia di diffusori più uno più subwoofer. Senza l’ausilio di cuffie e casse esterne. Non è giusto pretendere e aspettarsi miracoli: le promesse decantate dal produttore di una qualità superiore a un cd o a un’esperienza da sala cinematografica sono, si consenta il gioco di parole, a loro volta un modo per fare cinema, comunque rispetto all’elettrocardiogramma piatto o quasi di altri modelli qui alti e bassi sanno imporsi.

Ordine e fantasia

Ampia parentesi la merita l’attesa interfaccia Sense 7 basata su Android Lollipop, riveduto e ampliato per arricchire l’esperienza d’uso del cellulare. Il punto di partenza della casa taiwanese, ben centrato, lo esprime Chen Wang, presidente di Htc: «One M9 ci permette di essere ancora più connessi e vicini alle cose per noi importanti. È l’estensione di noi stessi» dice. Ecco che allora il telefono analizza le nostre foto preferite adeguando colori e sfondo, persino l’aspetto che hanno le applicazioni, alle atmosfere che ci piacciono di più. Come se la sua apparenza fosse fatta di plastilina e si adattasse al nostro modo di essere.

Definizione abbastanza eterea, vero. Per renderla più concreta, vale la pena fare qualche esempio pratico: le applicazioni presenti sulla schermata home del telefono non sono sempre le stesse, ma cambiano in base alla nostra posizione. Se siamo a casa ecco quelle per controllare la tv, gli elettrodomestici e altri accessori; se siamo al lavoro l’evidenza massima è data agli strumenti per la produttività; in viaggio, dunque in luoghi che il telefono non riconosce come abituali, ha senso che ci vengano mostrate le mappe o i giochi per ingannare il tempo. Non è finita: la funzionalità BlinkFeed ci segnala cosa c’è di interessante da vedere e da scoprire nei dintorni, oltre a informazioni e notizie.

Si evolve anche Dot View, la riuscitissima cover trasparente bucherellata. Nella versione originale permetteva di leggere l’ora, le previsioni meteo, sapere chi stava chiamando. Il tutto tramite splendide animazioni che facevano del loro essere un tantino grosse e grossolane la loro efficacia. Htc esaspera ulteriormente il concetto trasformando la cover in una sala giochi sempre accessibile; aumentando i colori per distinguere le notifiche: non solo messaggi e telefonate, ma anche flusssi in arrivo da Instagram, Snapchat, Badoo e altre app diffusissime. In piena filosofia M9: prendere il meglio dei modelli precedenti e mantenerlo o aumentarlo. Aggiungendo tocchi che lo rendano ancora più prezioso e, alla lunga, insostituibile.

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