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Google Pixel: tre motivi per comprarlo (e tre per non farlo)

Pregi e difetti del nuovo super-cellulare della grande G. In vendita anche in Italia con prezzi a partire da 759 euro

Anche Google ha il suo telefono da mille e una notte e non è un Nexus. Il dispositivo principe della grande G ora si chiama Pixel ma – chiariamolo – non si tratta di un mero cambio di denominazione. A Mountain View hanno deciso per una svolta radicale, non tanto sul piano del design, quanto piuttosto su quello dei contenuti e dell’intelligenza.

[Leggi anche: Google Pixel, ecco lo smartphone che si comanda con la voce]

Sarà vera gloria? Difficile dirlo ora. Di sicuro non è difficile individuare gli elementi che possono la fare la differenza, nel bene e nel male. Li abbiamo raccolti in questo articolo che spiega, in sintesi, quali sono i pregi e i difetti del dispositivo [Scorri Avanti per continuare].





SÌ: dentro c’è un assistente virtuale


Dialogare – letteralmente – con un telefono non è una novità. Il nuovo Pixel di Google, però, fa qualcosa in più: ci fa parlare con un assistente virtuale. In pratica: cliccando sul tasto centrale del telefono avremo un vero e proprio maggiordomo tuttofare pronto a mettersi sull’attenti per esaudire ogni nostra richiesta. La differenza, rispetto a Siri, Cortana, Google Now e a tutti gli altri esperimenti di intelligenza artificiale sta soprattutto nella migliore comprensione del contesto. Significa che Google è in grado di capire cosa stiamo facendo (ad esempio se stiamo cercando un locale su Google Maps) per arrivare prima e meglio all'obiettivo.

SÌ: un archivio fotografico senza limiti di spazio (e risoluzione)


Ecco la notizia che farà felici milioni di fotografi compulsivi, videoamatori in alta definizione e – più in generale – tutti gli utenti poco parsimoniosi quando si tratta di gestire la capacità di memoria. Pixel incorpora una versione ad hoc di Google Foto senza limiti di archiviazione: significa che si possono salvare infinite foto e video alla massima risoluzione (sì, anche in 4K) senza alcun problema. E, soprattutto, senza spendere un centesimo.

SÌ: la fotocamera


In un momento storico in cui i telefonini di fascia alta sono tutti pressoché allineati sul piano delle prestazioni, la cura dei particolari può fare la differenza. In questo senso la scelta di Google di puntare su un sensore di grandi dimensioni (1.5 µm) rappresenta la migliore rassicurazione per chi ha fatto dello smartphone la sua prima macchina fotografica. A detta dei colleghi di DXoMark, si tratta del miglior cameraphone presente oggi sul mercato. A breve vi daremo anche il nostro responso.

NO: nessuna espansione di memoria


D’accordo. La possibilità di caricare sul cloud un numero pressoché infinito di foto e video alla massima risoluzione ci toglie dall'impiccio di monitorare in continuazione il contatore dello spazio residuo. Per molti utenti, però, l’espansione di memoria è prima di tutto un secondo cassetto di archiviazione, uno strumento utile per trasferire contenuti di diversa natura, non solo foto. Ecco perché l’idea di eliminare completamente lo slot per le micro SD suona un po' azzardata. Del resto se anche Samsung è tornata sui suoi passi, un motivo ci sarà...

NO: non resiste all’acqua


I due smartphone più gettonati del momento, l’iPhone 7 e il Samsung Galaxy S7, possono vantare una scocca resistente all’acqua se non addirittura impermeabile. Google ha deciso di trascurare completamente questo aspetto. Confidando, forse, in un’utenza meno sbadata della concorrenza. O più facoltosa.

NO: il prezzo


In Italia il nuovo Pixel costa 759 euro nella sua versione entry level (5 pollici, 32 GB di memoria), ma i prezzi salgono fino a oltre 1000 euro per i modelli più lussuosi: il top di gamma (Pixel XL da 128 GB), per dire, ha un cartellino di 1009 euro. Se l’obiettivo era quello di allinearsi ad Apple il risultato può dirsi centrato. Sul piano della strategia di prezzo, però, la decisione farà discutere. Google è stata per anni un’ambasciatrice della telefonia a costi moderati, ma i tempi evidentemente sono cambiati: il pezzo di ferro, oggi, ha un valore diverso rispetto ai tempi dei primi Nexus. Ed evidentemente anche un altro costo.

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