Quattro passi nel futuro (che è già qui)
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Quattro passi nel futuro (che è già qui)

Il centro commerciale del futuro delineato dal report 10 Hot Consumer Trends 2030 di Ericsson presenterà negozi reali per acquisti virtuali, tra sarti con stampanti 3D, check-in istantanei e pranzi in compagnia di amici lontani

Concerti in telepresenza con i propri idoli, un sarto su misura per noi e il nostro avatar e la piscina in cui sperimentare la gravità zero indossando una cuffia virtuale. Così si presenterà il centro commerciale del domani, disegnato dai 10 Hot Consumer Trends 2030 di Ericsson, lo studio annuale, arrivato all'undicesima edizione, che raccoglie il punto di vista di 57 milioni di persone che già utilizzano dispositivi per la realtà aumentata, assistenti digitali e strumenti per la realtà virtuale. Un luogo che per certi versi ricorda trame fantascientifiche potrebbe prendere forma grazie a innovazioni hi-tech in grado di stravolgere forme e modalità di interazione degli attuali ambienti. Arricchiti, ad esempio, da palestre in cui gonfiare i muscoli e migliorare la salute mentale, ristoranti per mangiare in compagnia di amici lontani e beauty center rinnovati da esperienze immersive con cui rifarsi il look.

Chiamati a valutare 15 centri commerciali ibridi, i consumatori hanno descritto come l’incrocio tra mondo fisico e virtuale potrà cambiare le nostre attività, con occhiali per la realtà aumentata, visori per la realtà virtuale, guanti tattili e tute aptiche che potrebbero diventare accessori diffusi nei grandi centri per gli acquisti e l’intrattenimento del 2030. “Da un lato può essere complesso imaginare un gran numero di consumatori in possesso di queste costose attrezzature tecnologiche prima del prossimo decennio, tuttavia se tali strumenti dovessero essere disponibili a un prezzo inferiore, è plausibile prevedere che molti vorranno averle per migliorare le esperienze quotidiane anche nei centri commerciali”, spiega Michael Björn, a capo del Research Agenda, Consumer & IndustryLab di Ericsson.


Il ristorante al centro dell'universoEricsson


Ma perché guardare ai centri per lo shopping invece che a case e uffici? Perché i primi sono ritenuti dagli amanti tech luoghi ad alta concentrazione di tecnologia, con cinema, sale giochi e sale da concerto, quindi più interessate a testare e integrare le novità di settore per rinnovare i servizi e offrire al pubblico esperienze inedite. Anche perché, secondo le ricerche della multinazionale svedese, i centri commerciali ibridi potranno contribuire in modo positivo e sostenibile alla vita locale. "Se non altro, il futuro potrebbe essere sempre più localizzato, con il 32% degli intervistati che concorda sul fatto che i centri commerciali high-tech renderanno più fattibile e attraente il trasferimento nelle piccole città e nelle zone rurali, con solo il 13% in disaccordo con questa previsione”, specifica Björn.

Nel dettaglio, però, che tipo di ambienti troveremo? Quattro appassionati tech su cinque credono che nei prossimi anni gli eventi vedranno protagonisti artisti internazionali o squadre sportive esibirsi digitalmente come se fossero in loco. Per quasi la metà di loro, invece, le sale da concerto sfrutteranno realtà virtuale e realtà aumentata per trasformarsi a 360 gradi, consentendo agli spettatori di passare (e partecipare) da musical a film interattivi, fino a entrare in opere d’arte virtuali. Un ampliamento che coinvolgerà anche i musei, dove l’opzione più attesa è la ricostruzione di eventi storici per viverli di persona. Oltre all’arena dove tutto sarà possibile, il futuro centro commerciale aprirà le porte a trattamenti per il corpo digitali, con saloni di bellezza che offriranno make-up capaci di ingannare i sistemi di riconoscimento facciale delle telecamere di sorveglianza e acconciature di ogni tipo grazie a parrucchieri in grado di sfruttare l’intelligenza artificiale per un taglio alla moda.

Pezzi unici e personalizzati caratterizzeranno l’abbigliamento dei consumatori, con più del 75% del campione che si aspetta sarti muniti di stampanti 3D per produrre vestiti su misura a basso costo, mentre addestrati robot si occuperanno di rammendare e riparare gli abiti. Che non saranno solo quelli che indosseremo noi, perché parte del budget sarà indirizzato agli acquisti dei capi per l’alter ego digitale, analizzati con una scansione tridimensionale del loro corpo. Andare al centro commerciale potrebbe significare pure mettere un piede nello spazio grazie alla piscina multifaccia, con fondo realizzato con materiali programmabili per replicare diversi tipi di terreno, inclusa l'opportunità di provare l’assenza di gravità.


Il centro medico personaleErcisson


Sogno per alcuni, incubo per altri, socializzare con volti familiari seduti in altri ristoranti ma al nostro fianco in formato digitale sarà normalità nelle catene che puntano a eliminare i rumori circostanti per farci godere un pasto in pace. Più movimentate dovrebbero rivelarsi le esperienze immersive imperniate su odori e suoni collegati all’ambito gastronomico, una possibilità molto gettonata dai partecipanti al sondaggio online. E niente paura se si dovessero accusare dolori o infortuni, perché negli ambulatori interni ai centri commerciali arriveranno apparecchiature AI per check-up completi e rapidi che forniranno una istantanea delle proprie condizioni. Se non vedete l’ora che tutto (o parte di) questo diventi realtà, dotatevi di pazienza e iniziate a prendere confidenza con la realtà virtuale. Perché che lo vogliate o meno, a quanto pare, il futuro passerà anche e soprattutto dai dispositivi dedicati alla realtà parallela (come spera pure Facebook che sta investendo centinaia di miliardi di dollari per il suo Metaverso).

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