Scienza

Tutti sismologi con la app che cattura i terremoti

Scaricabile gratuitamente sui telefoni Android, il suo scopo è arrivare a lanciare un'allerta rapida per consentire alle persone di mettersi in salvo

My Shake

Marta Buonadonna

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Si chiama MyShake ed è stata resa disponibile gratuitamente sul Google Play Store per i telefoni Android nel febbraio scorso. L'hanno messa a punto Richard Allen, direttore del laboratorio di sismologia dell'Università della California a Berkeley e i suoi colleghi. Lo scopo è quello di ampliare il più possibile la rete di sensori per poter in futuro diramare degli allarmi precoci sui terremoti imminenti consentendo a sempre più persone di cercare riparo prima della scossa.

400 terremoti registrati
Dal momento del suo lancio ad oggi, fanno sapere i suoi creatori, MyShake ha registrato quasi 400 eventi sismici in tutto il mondo, grazie ai circa 220 mila utenti che l'hanno scaricata. In qualunque momento ci sono almeno tra gli 8 e i 10 mila telefoni attivi, cioè accesi, appoggiati su una superfcie piana e collegati a una rete wi-fi e quindi pronti a rispondere. Ogni volta che l'accelerometro di un telefono cattura una vibrazione della terra, invia i dati al laboratorio sismologico di Berkeley per l'analisi.

Allerta rapida in futuro
Lo scopo, come abbiamo visto è la prevenzione, ma quanto siamo vicini alla possibilità di dare un'allerta in tempo reale sul terremoto? "Le notifiche non saranno veloci inizialmente - non abbastanza veloci per il preallarme - ma la app realizza la tecnologia per fornire questi allarmi e possiamo quindi lavorare per renderli sempre più veloci man mano che miglioriamo il nostro sistema di rilevamento in tempo reale all'interno di MyShake", ha spiegato Allen, professore di Scienze dela Terra alla UC Berkeley.

Le premesse comunque sono buone. I dati presentati oggi relativi ai primi 10 mesi di funzionamento dell'applicazione mostrano chiaramente che la sensibilità degli accelerometri degli smartphone e la densità dei telefoni dotati dell'app in molti luoghi sono sufficienti a fornire dati abbastanza rapidamente per il preallarme. I telefoni rilevano le prime onde sismiche ad arrivare - le onde P, quelle più veloci ma anche le meno distruttive - e inviano le informazioni a Berkeley in tempo perché il centro possa emettere un'allerta che l'onda S più forte arriverà presto.

Scosse avvertite anche a distanza
L'applicazione è in grado di rilevare i terremoti anche piccoli, a partire dalla magnitudo 2.5, con la massima sensibilità in aree con una maggiore densità di cellulari. Il maggior numero di cellulari a registrare un sisma è stato 103, in occasione del terremoto di magnitudo 5.2 che si è verificato sulla faglia di San Jacinto nella contea di San Diego il 10 giugno. Telefoni a 200 chilometri dall'epicentro hanno rilevato quelle scosse. Il più forte terremoto rilevato si è verificato il 16 aprile in Ecuador, e con la sua magnitudo 7,8 ha attivato due telefoni a 170 e 200 chilometri dall'epicentro.

Se il terremoto è dovuto al fracking
Secondo Allen e colleghi le prestazioni dell'applicazione mostrano che è possibile integrarla a reti sismiche tradizionali, come quella gestita a livello nazionale negli Stati Uniti dallo US Geological Survey, ma può anche servire come sistema a sé stante in luoghi con poche stazioni sismiche, contribuendo così a ridurre le lesioni e i danni provocati dai terremoti. E se MyShake ha rilevato terremoti in aree notoriamente attive sotto il profilo sismico, come Cile, Messico, Nuova Zelanda, Taiwan, Giappone e la costa occidentale degli Stati Uniti, uno stato tradizionalmente tranquillo come l'Oklahoma si è rivelato a sorpresa un hot spot sismico. Tutta colpa del fracking, la fratturazione idraulica, ovvero la pratica di iniettare acque reflue in profondità nel terreno sottostante i pozzi di petrolio o di gas per aumentarne la produttività, che ha attivato le faglie della zona al punto che nello Stato si registrano scosse centinaia di volte l'anno.


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