Scienza

Terapie staminali, le sei cose da sapere

Sono le cellule della speranza. Ma anche quelle che presentano le maggiori incognite. Sul loro utilizzo, dopo la sentenza a favore della piccola Sofia, si sono scatenate grandi controversie. Ma a che punto è davvero la ricerca? E in quali casi possiamo fidarci sino in fondo delle terapie alternative? Ecco qualche risposta.

Cellule staminali trapiantate in un midollo osseo (credits: Ansa)

È uno degli argomenti caldi del momento, capace di travalicare le pagine scientifiche per approdare a quelle di cronaca e da lì al chiacchiericcio di tutti noi. Le terapie a base di cellule staminali hanno monopolizzato il dibattito grazie alla vicenda di Sofia , la bimba fiorentina di 3 anni colpita da una rara malattia neurodegenerativa che condanna alla cecità e alla paralisi.

Dopo una lunga battaglia legale dei suoi genitori e una serie di sentenze civili in contrasto fra loro, a Sofia è stato garantito dal Tribunale di Livorno il completamento del ciclo di cure che aveva iniziato, basate sul metodo Stamina. Un metodo precedentemente bocciato dall’Aifa, l’Agenzia per il farmaco, e da gran parte della comunità clinica perché “al di fuori dei protocolli scientifici e potenzialmente dannoso per la salute”.

Anche il ministro della Salute, Renato Balduzzi, pochi giorni fa è intervenuto sulla vicenda garantendo la prosecuzione della discussa cura ai pazienti (in larga parte bambini) che l’avevano già iniziata. La risonanza mediatica del caso, com’era ovvio, ha riacceso la speranza di molte famiglie. Ma sono speranze giustificate? A che punto è il metodo Stamina e quali effetti ha veramente? E quali sono le patologie per le quali il ricorso al trapianto di cellule staminali può rivelarsi, già oggi, efficace? Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

Cosa sono le cellule staminali e dove si trovano?

Le cellule staminali sono delle cellule in grado di differenziarsi in altri tipi di cellule del nostro organismo a seconda delle loro caratteristiche poiché ne esistono varie tipologie. Le cellule staminali contenute nel nostro organismo non sono molte e risiedono solamente in certe aree del nostro corpo. Quelle più importanti sono contenute nel nostro organismo e risiedono nel cervello, nel midollo osseo, nello strato di pelle più profondo e in altre zone come i vasi sanguigni e la polpa dentaria. Gli altri tipi di cellule staminali in grado di moltiplicarsi sono prelevabili da altre fonti come il cordone ombelicale di un bambino appena nato o il liquido amniotico che circonda il feto durante la gestazione .

Per quali cure sono già utilizzate con successo?

L’impianto di di staminali è già ampiamente utilizzato in alcuni processi di rigenerazione riguardanti cellule, tessuti e organi danneggiati. L’esperimento più riuscito, che ormai riguarda oltre un milione di operazioni effettuate dagli anni Settanta a oggi, è quello del trapianto di midollo osseo , che permette di curare le leucemie, alcuni tipi di linfomi e diverse malattie sanguigne. Funziona nel campo della rigenerazione cutanea, dove si ricorre al prelievo autologo (vengono cioè utilizzate cellule estratte dal paziente stesso) e nella rigenerazione della cornea, uno dei campi dove la ricerca italiana è all’avanguardia. Si può poi ricorrere a queste cellule nella lotta a patologie dermatiche anche gravi come l’epidermolisi bullosa. In situazioni particolari, infine, si ricostruiscono frammenti di ossa e brevi tratti di vasi sanguigni. Questo è tutto.

Per quali patologie sono invece in corso le sperimentazioni più avanzate?

Sono decine in tutto il mondo, ma questo non deve indurre a false speranze perchè gli step stabiliti dagli istituti di ricerca richiedono anni, se non decenni, per ottenere una certificazione di efficacia. A oggi gli studi clinici più avanzati riguardano i protocolli di cura per l’atrofia muscolare (inaugurati nel 2003 da un medico italiano, Giulio Cossu, oggi al London University College) e per quella spinale. Nell’ottobre 2012 è partita una maxisperimentazione a livello mondiale sulla sclerosi multipla che vede affiancati team scientifici di dieci Paesi, compreso il nostro. Altre équipe mediche in Germania, Israele e negli Stati Uniti stanno completando il passaggio dalla fase 1 alla fase 2 per quanto riguarda la Sla , il morbo di Krabbe (malattia rara che provoca l’erosione del sistema nervoso) e quello di Huntington.Trapiantando nel paziente i precursori delle cellule endocrine potrebbe essere possibile in futuro creare nuove cellule sane per contrastare il diabete : anche su questo fronte, però, siamo ancora in ambito sperimentale.

Non ci sono margini di cura per l’Alzheimer e il Parkinson?

In realtà sull’Alzheimer esistono ancora pochissimi studi, perfino a livello preclinico, a sostegno di questa affermazione. La strada è ancora lunga, anche se non è impensabile arrivare prima o poi a terapie, non necessariamente a base di cellule staminali, che rallentino o rendano meno devastante il processo. Nel morbo di Parkinson, invece, anche se non esiste ancora alcuna prospettiva concreta nel breve periodo, la strada dal punto di vista preclinico è tracciata e le prime sperimentazioni di fase 1 sono in corso.

Quali sono le specifiche del metodo Stamina di cui si parla oggi? È possibile accedervi?

Nell’estate 2011 Davide Vannoni, psicologo con il pallino delle staminali, ha ottenuto il via libera dal ministero della Salute per sperimentare una nuova terapia a base di cellule mesenchimali, le più potenti e «moltiplicabili» tra quelle che si trovano nel midollo. Il metodo è stato messo a punto dai biologi della sua Stamina foundation, che a settembre 2011 ha ottenuto dall’ospedale di Brescia anche la possibilità di utilizzarlo rispetto a una lunga serie di patologie. Il metodo è classificato come terapia compassionevole, dunque non risolutiva, rispetto a malattie per le quali non esiste una cura. La sua somministrazione, gratuita ma per ora consentita in via eccezionale solo a chi aveva già avuto accesso al trattamento, può avvenire soltanto a Brescia.

E’ possibile partecipare ad altre sperimentazioni? Ci sono dei costi?

A questo link del governo americano si trovano tutti i protocolli di sperimentazionenel mondo per partecipare alla ricerca su vari tipi di malattie. Quello che sconsigliamo è di rivolgersi a cliniche che offrono facili cure a caro prezzo. Se qualcuno volesse rivolgersi a una clinica suggeriamo di attenersi a queste linee guida per la tutela del paziente. Il documento è a cura dell’università di Stanford e dell'Isscr (International Society for Stem Cell Research), la più grande società al mondo per la ricerca sulle staminali.

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