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Spazio

Il mistero della Stella di Tabby

Un astro lontano dal comportamento anomalo fa impazzire gli scienziati. E nuovi studi rendono l'enigma ancora più intricato...

Passano i mesi, ma anziché chiarirsi, il mistero della Stella di Tabby diventa sempre più intricato. Con questo nome informale- Tabby’s Star- è noto ormai anche in ambito scientifico KIC 8462852, l’astro dal comportamento anomalo che è balzato agli onori della cronaca grazie ad uno studio condotto dal team guidato dall’astronoma Tabetha Boyajian.

Un breve riassunto per chi non ricorda o non conosce i termini della questione: i dati registrati dal telescopio spaziale Kepler hanno evidenziato una stranezza nella variazione della luminosità di questa stella in direzione della Costellazione del Cigno, lontana da noi svariati milioni di miliardi di chilometri. Ad intervalli non regolari, infatti,  la sua luce risulta bloccata fino al 20% da qualcosa che l’avvolge o la scherma.

Sono state formulate varie ipotesi dagli scienziati: da un guasto di Kepler ad una nube di polvere stellare,  da uno sciame di comete ai detriti di un pianeta esploso. Tutte idee scartate, una dopo l’altra, perché non riescono a spiegare completamente il fenomeno. Ne è così rimasta solo una, la più incredibile: la presenza di una mega struttura costruita attorno alla stella da una qualche civiltà iper tecnologica per sfruttarne l’energia- una cosiddetta “Sfera di Dyson”.

Non solo. Uno studio successivo ha fatto un’altra scoperta.  Analizzando delle vecchie fotografie scattate nell’arco di un secolo tra il 1890 e il 1989 per un progetto di mappatura stellare, il ricercatore Bradley Schaefer ha dimostrato che KIC 8462852 presentava una variazione di luminosità già cento anni fa. Variazione che è andata aumentando progressivamente. Adesso, però, arriva un’ulteriore novità che complica ancora di più le cose.

Un articolo postato in internet su ArXiv presenta i risultati del confronto dei dati raccolti dal telescopio spaziale nel corso degli ultimi 4 anni: non solo la luce della stella ha subito oscillazioni e variazioni con picchi del 20%, ma nello stesso periodo è diminuita in totale del 4%. “Mi ha davvero sorpreso quanto rapido e non lineare sia stato questo venir meno della luminosità”, ha affermato uno degli autori dello studio, Ben Montet del CalTech. “Abbiamo trascorso molto tempo a convincerci che non era vero. Ma non ci siamo riusciti.”

Uno dei primi a commentare l’articolo è stato Jason Wright, l’astronomo della Penn State University che lo scorso anno ha suggerito come possibile spiegazione la presenza di una super-struttura artificiale progettata da evoluti ingegneri alieni. “Il giornale sostiene (e io condivido) che non abbiamo un buon modello interpretativo per questo tipo di comportamenti. E questo è eccitante!”

Molto cauto l’astronomo alla guida del SETI, Seth Shostak. In un articolo pubblicato dal quotidiano britannico The Guardian, pur ammettendo la peculiarità del comportamento di KIC 8462852, ha voluto ricordare altri esempi di anomalie e misteri che inizialmente hanno fatto pensare all’intervento di entità extraterrestri e che poi invece hanno avuto una spiegazione molto più semplice.

“Negli anni ’60, gli astronomi di Cambridge scoprirono una sconcertante frequenza radio proveniente dalla nostra galassia- un battito regolare come il miglior orologio. In modo semiserio, proposero che potesse essere determinato dagli Omini Verdi. In realtà, erano segnali emessi in modo naturale da stelle morte. All’incirca nello stesso periodo, alcuni astronomi russi notarono trasmissioni radio erratiche da galassie lontane: osarono affermare che fossero prodotte dagli Alieni nel tentativo di contattarci. In realtà, a crearle erano soltanto dei giganteschi buchi neri”.

Insomma,  prima di vedere ET ovunque intorno a noi, ogni volta che non riusciamo a capire la natura di un fenomeno sconosciuto, faremmo meglio a fermarci un attimo per evitare errori. “Tuttavia, lo scetticismo non dovrebbe cedere al cinismo”, scrive lo scienziato. “D’altra parte, la premessa che c’è qualcuno là fuori è sostenuta da tanti scienziati e nessuna ragionevole prova dovrebbe essere ignorata. Nel caso della Stella di Tabby, ci sono anche nuovi indizi.”

“Una recente analisi dei dati di Kepler ad opera degli astronomi Ben Montet e Joshua Simon ha mostrato che questo oggetto celeste può affievolirsi lentamente e in modo discontinuo nel corso di pochi anni. Ancora una volta: questo non è un costume tipico di una stella (…). La scommessa più sicura, visto i precedenti, è che siamo testimoni di un fenomeno perfettamente naturale, uno di quelli che ancora non comprendiamo, ma che alla fine capiremo. L’universo si sta dimostrando infinitamente creativo nel realizzare enigmi per il nostro diletto e sconcerto.

Ma resta anche la possibilità che questo sia- davvero-qualcosa di diverso rispetto all’opera di una Natura sbadata. E mentre sono poche le probabilità che la Stella di Tabby sia una costruzione deliberata, lo sono anche le probabilità che l’ oceano cosmico sia completamente sterile. Per questo continueremo a lanciare il nostro amo nelle sue oscure profondità.”

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