Il lander Schiaparelli della missione ExoMars è caduto sul suolo di Marte. I suoi retrorazzi hanno funzionato soltanto per tre secondi, dopodichè il computer di bordo li ha spenti. Lo ha detto all'ANSA Paolo Ferri, direttore delle operazioni di volo delle missioni dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa).

Fino a poche ore fa erano diverse le ipotesi sul motivo per cui il segnale del lander Schiaparelli si è interrotto un minuto prima che il veicolo della missione ExoMars toccasse il suolo.

Lo scopo della missione

Il lander Schiaparelli avebbe dovuto posarsi in una regione pianeggiante chiamata Meridiani Planum e la discesa è stata completamente automatizzata. L'obiettivo principale del lander era quello di raccogliere, anche durante la discesa, preziosi dati sui venti e l'atmosfera marziani. Schiaparelli sarebbe rimasto operativo solo per pochi giorni: poteva sfruttare solo l'energia accumulata nelle batterie, ma avrebbe comunque il tempo di raccogliere dati scientifici importanti, come la prima misura del campo elettrico della superficie del pianeta. I dati saranno fondamentali per la prossima fase della missione ExoMars, che nel 2020 prevede l'invio di un rover con una trivella costruita in Italia e in grado di perforare il suolo fino due metri di profondità, in cerca di tracce di vita. 

 



Siamo arrivati su Marte, ora dobbiamo semplicemente iniziare a parlarci": a dirlo è Donato Amoroso, amministratore delegato di Thales Alenia Space Italia, l'azienda responsabile della progettazione e costruzione del lander Schiaparelli la cui discesa su Marte si è conclusa poco prima delle 17.00 ora italiana, come dimostra il segnale di conferma inviato a Terra. "Viviamo con grande trepidazione questi momenti - ha detto Amoroso - perché sono anni di lavoro e la missione è davvero complessa, al limite delle conoscenze tecnologiche". Commentando i primi dati in arrivo Amoroso ha aggiunto che "siamo attivati, ora dobbiamo solo iniziare a dialogare con il lander, stabilire un ponte".

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