Tra sessanta e cento meteore all’ora: è la previsione degli astronomi sulla frequenza di meteore che si potranno osservare durante la notte tra il 12 e il 13 agosto: significa che potenzialmente sarà visibile una stella cadente al secondo, anche se realisticamente i più fortunati riusciranno ad osservarne una ogni qualche minuto.

Le Perseidi, lo sciame meteorico più intenso dell’anno, promettono un grande spettacolo. Osservarle è semplicissimo: basta guardare il cielo in direzione nord-est, tra la costellazione di Perseo e quella di Cassiopea, facilmente riconoscibile perché disegna in cielo una “W”.

Occhi al cielo la sera del 12 agosto

Anche se la tradizione popolare associa il fenomeno delle stelle cadenti di agosto alla notte di San Lorenzo, il 10, secondo l’astronomo francese Jeremie Vaubaillon la massima attività si registrerà il 12 attorno alle 20,40. Anche se a quell’ora l’atmosfera sarà ancora illuminata dalla luce del giorno, nelle ore seguenti, col calare del buio, cominceranno ad essere visibili numerosi bolidi che solcano il cielo.

La maggior parte apparirà come una fugace striscia luminosa che svanirà in meno di un battito di ciglia, ma le meteore più brillanti lasceranno una scia di vapori di gas e aria incandescente che durerà invece qualche secondo, una scia di quelle che ti aspetti di udire lo sfrigolio tanto somigliano alle luminosissime tracce dei fuochi artificiali.


La luna nuova favorirà l’osservazione

L’assenza del bagliore della Luna, che sarà nuova il 14, permetterà di individuare anche le meteore meno brillanti, se si osserva in un luogo con il cielo particolarmente limpido e lontano dal disturbo delle luci artificiali. Già a partire da stanotte si potrà osservare un discreto numero di stelle cadenti, che crescerà rapidamente fino al massimo di cento meteore per ora entro l’alba del 13 agosto. Ma poi non spariranno di colpo. Nelle notti successive e fino al 24 la volta celeste sarà ancora attraversata da numerosi bolidi luminosi.

Stelle cadenti grazie a una cometa

Le Perseidi sono infatti generate dai detriti lasciati dal passaggio periodico della cometa Swift-Tuttle il cui ultimo transito nei pressi del nostro pianeta risale al 1992. “I frammenti della cometa sono grandi poco più di qualche centimetro” spiega l’astrofisico Bill Cooke del Meteoroid Environment Office della Nasa “e penetrano nell’atmosfera terrestre a una velocità di circa tremilaseicento chilometri all’ora, vaporizzandosi e creando così spettacolari palle di fuoco con una luminosità media pari a quella di Venere, il corpo celeste più brillante che si osserva dalla Terra”.

Nel periodo che va dal 17 luglio al 24 agosto infatti l’orbita del nostro pianeta si interseca con quella della cometa Swift-Tuttle, dove è rimasto uno sciame di detriti lasciato dai suoi ultimi passaggi. Attraversando questa regione dello spazio la Terra è così investita da una pioggia di corpuscoli.

“La Swift-Tuttle ha un nucleo di circa ventisei chilometri” continua Cooke “molto più grande di quello delle altre comete, che al massimo arrivano a qualche chilometro, e perciò quando giunge in prossimità del Sole produce una maggiore quantità di detriti, che si staccano dal nucleo per l’evaporazione della sua superficie”. Quasi tutti sono abbastanza massicci da produrre meteore quando entrano in collisione con l’atmosfera terrestre. Ecco perché le Perseidi sono lo sciame meteorico più intenso dell’anno. Confidando in cieli sereni, non resta altro che augurare a tutti una buona visione dello spettacolo che la natura ci offre. Gratis.

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