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Salute

Viagra senza ricetta in UK: i pro e i contro secondo l'esperto

L'andrologo Emmanuele Jannini: "Nessun problema sul fronte della sicurezza, ma i pazienti non vanno lasciati soli"

Nel 2016 la quantità di Viagra contraffatto sequestrata dalle forze dell'ordine in Gran Bretagna aveva un valore complessivo di 17 milioni di sterline, poco più di 19 milioni di euro. E questa è solo la punta dell'iceberg perché si tratta solo di ciò che la polizia è riuscita a intercettare dell'enorme mole di imitazioni illegali del farmaco per la disfunzione erettile. E' per porre fine a questo mercato nero che la Medicines and Healthcare Products Regulatory Agency ha preso la decisione, annunciata nei giorni scorsi, di consentire la vendita del Viagra senza ricetta medica in farmacia, a partire forse dalla prossima primavera.

Si chiamerà Viagra Connect la versione da banco del farmaco, messo in vendita per la prima volta nel 1998 e che da allora ha aiutato milioni di uomini in tutto il mondo a combattere la disfunzione erettile. Nelle intenzioni dell'agenzia regolatoria inglese sarà il farmacista a dover rivolgere al cliente le domande giuste per valutare la presenza di disturbi o patologie che possano far ritenere sconsigliabile il farmaco o che comunque spingano a richiedere il consulto del medico prima di venderlo.

“Il dosaggio che sarà messo in vendita in Gran Bretagna è quello da 50 mg, che è la dose di ingresso”, spiega Emmanuele A. Jannini, andrologo e ordinario di Endocrinologia e Sessuologia Medica all'Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Esistono in vendita tre dosaggi da 25, 50 e 100 mg. “Solo in Italia è stato messo in commercio un dosaggio intermedio interessante da 75 mg, il cosiddetto francobollo, una sorta di pellicola che si mette sotto la lingua. Ha una potenza vicina alla pastiglia da 100 mg ma con effetti collaterali vicini a quella da 50 mg”.

PRO: Nessun problema di sicurezza

Ecco, appunto, gli effetti collaterali. Quali sono quelli che può dare una pillola di Viagra da 50 mg? “Tutti i farmaci che appartengono a questa classe di inibitori della fosfodiesterasi (il sildenafil del Viagra, il verdenafil di Levitra, il tadalafil di Cialis e l’avanafil di Spedra, n.d.r.) a tutti i dosaggi sono generalmente molto più sicuri dell'aspirina, che può uccidere a determinate condizioni eppure si può comprare tranquillamente in farmacia senza ricetta”, spiega Jannini. “Un case report francese di qualche anno fa raccontava la storia di un uomo che aveva deciso di suicidarsi col Viagra, ne aveva assunte 20 compresse da 100 mg con il solo risultato di procurarsi un gran mal di testa e un grosso danno al portafogli”.

Si tratta perciò di una classe di molecole che l’andrologo definisce “spaventosamente sicura”. Questo non vuol dire che non possano esserci effetti collaterali. “Il dosaggio da 100 mg può provocare in determinati soggetti provvisori problemi di visione, di solito lamentano contorni dai colori sfocati, ma è comunque raro e transitorio. Come tutti i farmaci per uso orale senza ricetta”, continua Jannini, “persone predisposte possono sperimentare fastidi dal punto di vista gastrico, che dipendono dalla sensibilità della mucosa di ciascuno. Più frequente, trattandosi di farmaci che abbassano lievemente la pressione, è un senso di pesantezza di testa, che con una doccia bollente si risolve”. Sono effetti che sperimenta circa una persona su 10, un po’ di più tra chi assume la dose da 100 mg.

Nessuno è mai morto di Viagra”, rassicura Jannini: “tutte le storie raccontate a questo proposito sono fake news. Si può morire di sesso così come si può morire facendo le scale: se ho un cuore che sta per cedere, ed è arrivato il momento, il cuore cede. Se ho preso il Viagra ho semmai un minore rischio di morte, perché il farmaco nasce come cardioprotettore”. “Quindi come medico”, conclude l’andrologo, “non posso dire che il Viagra non stia bene come prodotto da banco, non ci sono sufficienti ragioni che giustifichino, rispetto a tante altre molecole, la necessità della prescrizione”.

CONTRO: Prevenzione persa

Tutto bene allora? Mica tanto, perché la persona con problemi di impotenza che va direttamente dal farmacista a procurarsi il farmaco è un paziente perso. “Il vero guaio è che lo sforzo enorme che gli endocrinologi, gli andrologi, i diabetologi di tutto il mondo hanno fatto in questi quasi 20 anni di vita del Viagra è stato di prendere l'occasione della disfunzione sessuale per far cambiare stile di vita al paziente, prevenendo un sacco di malattie molto complicate a cominciare dal diabete, fino alle malattie cardiovascolari e ai tumori”. In pratica l’impotenza è il sintomo che qualcosa non va. Ma curando il sintomo e basta si perde di vista il quadro d’insieme e si corre il rischio di non curare le malattie che la causano.

“Quando vado dal medico e gli dico che ho problemi di impotenza”, spiega Jannini, “se è un buon medico, prima di prescrivermi il Viagra controllerà se ho un inizio di diabete, il testosterone basso, se il sangue non arriva bene al pene, e quindi magari anche al cuore, tutte condizioni che a tutte le età possono essere causa di mancanza di erezione. Sorpassando il medico mi perdo questa occasione fantastica di approfondimento”.

“Quando con la Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità facemmo anni fa una campagna sulla disfunzione erettile”, racconta Jannini, “lo slogan che inventammo fu ‘Impotenza che fortuna’, perché può dare il via a un meccanismo virtuoso di prevenzione, che purtroppo col Viagra senza ricetta si perde”. Qualche esempio? “A un paziente su 10 viene scoperto il diabete grazie all'impotenza come sintomo unico. Un paziente con un'impotenza su base vascolare (la più frequente) che viene diagnosticato per questa disfunzione avrà un infarto o un ictus nei 10 anni successivi se non cambia stile di vita. A questo paziente io posso dire «Ti do il viagra, ma tu dimagrisci 20 chili, va in palestra, mettiti a mangiare sano», se invece si procura il Viagra da solo non posso più”.

PRO: Lotta al mercato nero

Se saltare a piè pari il consulto con il medico rischia di far perdere di vista possibili altri problemi di salute, di certo l’ipotesi che la libera vendita in farmacia eviti a molti l’acquisto di prodotti contraffatti rappresenta un aspetto positivo della decisione. “Se il Viagra in farmacia significa tagliare un po' la coda a questo mostro che è la vendita online, allora la cosa mi fa piacere”, conferma Jannini. “Mi sembra un lato positivo. Perché almeno so che medicina sto prendendo e perché comunque passa da un operatore della salute”.

L’andrologo non ha dubbi che “l’abominio che arriva per posta” sia “incredibilmente pericoloso” e cita uno studio fatto anni fa dall’Istituto Superiore di Sanità in cui si analizzavano, tra gli altri farmaci contraffatti sequestrati, quelli per la disfunzione erettile. “Nessuna delle pillole analizzate era quello che dichiarava di essere. Il dosaggio non corrispondeva mai ed era spesso inferiore ma a volte anche pericolosamente superiore a quello dichiarato. I principi attivi erano diversi da quelli dichiarati, a volte presenti abbinati. In molti casi non c’era proprio niente: un semplice placebo. Anche gli eccipienti erano differenti da quelli normalmente usati. Per non parlare del rischio contaminazioni, viste le condizioni dei ‘laboratori’ dove i farmaci contraffatti vengono creati: scantinati allucinanti, soprattutto in India e in Africa”. Insomma nella migliore delle ipotesi se compro il Viagra online non so cosa sto davvero prendendo, nella peggiore assumo qualcosa che può anche farmi male.

CONTRO: Rischio delusione

Meglio pur sempre la farmacia dell’acquisto online di prodotti che non offrono alcuna garanzia né di sicurezza né tantomeno di efficacia, dunque. Ma c’è un altro ‘però’ che riguarda l’uso che si fa di questi farmaci. “Questa categoria di farmaci ha un drop out del 40%”, spiega l’andrologo. “Vuol dire che 4 pazienti su 10 non continueranno la cura; è uno tra i più elevati indici di drop out ed è dovuto non agli effetti collaterali, che come abbiamo visto sono davvero minimi, non tanto al prezzo, che incide fino a un certo punto, ma sostanzialmente ad altri due motivi”.

Il primo è la paura di sviluppare una dipendenza. “Quello di una dipendenza psicologica è un timore giustificato che aumenta con l’aumentare dell’autosomministrazione. Non ci sono studi in merito, ma ce lo racconta l’esperienza clinica. Se la responsabilità dell'assunzione del farmaco è sulle spalle di un terzo (il medico) ho un rischio di dipendenza psicologica molto ridotto”.

Il secondo aspetto da non sottovalutare è l’insoddisfazione per la terapia. “Se il farmaco non viene spiegato al paziente (il suo meccanismo d’azione, la tempistica, la posologia), si rischia di non saperlo usare e quindi di concludere che non funziona”, racconta Jannini. “In questo caso leggere il bugiardino decisamente non basta, altrimenti non ci sarebbe motivo per un medico come me di passare almeno un’ora a spiegare al paziente come funziona il farmaco”.

Ma come si fa a usarlo male? “E’ fondamentale capire bene che il Viagra permette all’erezione di manifestarsi naturalmente”, cioè nelle situazioni in cui si manifesterebbe di solito, non a freddo, stando seduti sul divano di casa mentre si legge il giornale, come molti invece pensano. “Siccome alcuni lo provano in questo modo e vedono che non succede nulla, pensano che il farmaco non serva. E poi ci sono altre considerazioni da fare. Per esempio se il testosterone del paziente non è a livelli normali, il viagra non funziona, puoi prenderti anche tutta la scatola ma non funzionerà”.

Ecco che allora si rischia di creare una schiera di delusi: persone che prendono il Viagra ma non ottengono gli effetti sperati. “E finiranno col tornare dal medico più arrabbiati, più difficili da trattare e richiederanno una competenza da parte del medico che spesso purtroppo non c'è”.

CONTRO: Chi aiuterà i performer?

E che dire di tutti coloro, e sono tanti, che già oggi riescono ad ottenere il farmaco dal farmacista anche senza ricetta, o dal medico senza nemmeno uno straccio di diagnosi, e che Jannini definisce ‘i performer’? “Sono pazienti subclinici, che per una ragione o per l'altra hanno qualche dubbio sulla propria erezione. Non c'è uomo che non abbia mai avuto una defaillance, perfino Giacomo Casanova ne parla nelle sue Mémoires. Fa parte del retaggio del maschio il non poter contare al 100% sulla propria erezione, però ci sono uomini che non lo accettano".

"Non hanno bisogno del Viagra, ma credono di averne bisogno. Così parte un percorso perverso che si può interrompere abbastanza facilmente attraverso una semplice terapia, che preveda magari un periodo di sblocco con il farmaco, concordando la tempistica per liberarsene, una volta rassicurata la coppia che tutto funziona”. Un lavoro che non può certo fare il farmacista e che quindi, con il Viagra da banco, rischia di andare perso.

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