Salute

Vaccini: "Non farli è come andare in moto senza casco"

La provocatoria affermazione arriva dall'Ordine dei Medici

vaccino

a cura di LABITALIA/ADNKRONOS

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Roma, 21 giu. (AdnKronos Salute) - "Consigliereste a vostro figlio di andare in moto senza casco?". Una domanda provocatoria a cui risponderanno gli esperti chiamati a raccolta dalla Federazione degli Ordini dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo) per la Conferenza nazionale 'Vaccinazioni oggi', che, promossa dall’Ordine dei medici di Massa Carrara, si svolgerà sabato prossimo, 25 giugno, con inizio alle 9,00 a Roma presso la Residenza di Ripetta (Via di Ripetta, 231).

Al Convegno, al quale sono stati invitati i 106 presidenti d’Ordine - accreditato per 5 crediti Ecm - gli esperti si confronteranno anche su altri quesiti: "E' giusto rendere i vaccini obbligatori? In che modo smontare i 'falsi miti' che inducono le mamme ad aver paura di vaccinare i figli? Si possono vaccinare in tutta sicurezza i neonati? E le donne in gravidanza? Quali sono le sfide della ricerca, per avere vaccini sempre più purificati, efficaci e sicuri?". A rispondere ci saranno ricercatori di fama internazionale, docenti universitari, medici, magistrati, oltre a tutti i vertici della Fnomceo.

"A partire da motivazioni assolutamente infondate – spiega il presidente dell’Omceo di Massa Carrara, Carlo Manfredi, responsabile scientifico dell’evento – si creano movimenti d’opinione che danneggiano in modo drammatico la diffusione delle vaccinazioni. E quando si abbassa la protezione vaccinale nella popolazione contro malattie apparentemente scomparse, queste si ripresentano, con effetti devastanti, nelle comunità".

Anche in Italia, infatti, in alcune sacche di popolazione, le coperture vaccinali contro alcune malattie sono scese sotto la soglia minima che assicura la cosiddetta 'immunità di gregge', per cui le persone vaccinate proteggono, impedendo che l’agente patogeno circoli, anche coloro che non possono, per un motivo o per l’altro, sottoporsi al vaccino. "La vaccinazione dà una doppia sicurezza - conclude Manfredi - per se stessi, perché protegge dalle malattie infettive e soprattutto dalle loro complicanze. E per la collettività, tenendo sotto controllo il diffondersi delle epidemie. Per questo, non dobbiamo mai abbassare la guardia".

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