Extreme close up of young Hispanic couple kissing
Salute

Tumori, baciare è più pericoloso che fumare?

L'allarme da un chirurgo australiano. L'esperta dell'Istituto dei Tumori di Milano, conferma: "Casi come quelli di Michael Douglas sono in aumento"

La notizia ha la portata di uno tsunami: i tumori dovuti alle infezioni da HPV (Human Papilloma Virus) causerebbero più vittime di quelli dovuti al fumo.

Il rischio di ammalarsi di cancro sarebbe 250 volte maggiore per coloro che sono infettati dall'HPV nel caso orofaringeo, dunque in gola. Secondo questi dati, quindi, baciare (alla "francese") sarebbe potenzialmente più pericoloso che bere (in modo eccessivo) e fumare. Ma c'è davvero da preoccuparsi? Panorama.it lo ha chiesto a un'esperta, la Dottoressa Lisa Licitra, responsabile dell'Oncologia Medica Tumori Testa-Collo dell'Istituto dei Tumori di Milano.

I dati diffusi al Daily Mail Australia dal dottor Mahiban Thomas, esperto chirurgo maxillofacciale e di testa-collo presso il Royal Darwin Hospital, non lascerebbero dubbi: il 70% dei tumori a testa e collo sarebbero causati dal virus in questione. Tra l'altro il caso di Micheal Dougles sembrerebbe confermare l'allarme.

Cosa ne pensa?

Purtroppo non c'è nulla di nuovo sotto il sole, perché il rischio di ammalarsi di tumori del cavo orofaringeo dovuto all'HPV è riconosciuto da anni, tanto che esiste una campagna americana di prevenzione (da cui l'articolo del Daily Mail ha preso spunto), che è sostenuta anche a livello europeo e italiano da 3 anni.

Il dottor Thomas parla addirittura di "tsunami": ci sono dati in aumento?

I dati relativi agli Usa indicano un aumento epidemico, dunque un maggior numero di casi, mentre in Europa la crescita è meno forte. Ma la correlazione tra le infezioni da HPV nell'orofaringe (ovvero nella parte posteriore della gola, tra tonsille, ugola e base della lingua, nella zone della deglutizione) è nota già da 15 anni.


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Michael Douglas si era ammalato di tumore al cavo orofaringeo, ma è guarito completamente – Credits: Olycom

A differenza del tumore alla cervice uterina, dovuto sempre al Papilloma Virus, in questo caso uomini e donne sarebbero ugualmente a rischio. I Centers of Disease Control and Prevention confermano che il virus può essere trasmesso col sesso orale o con i baci "alla francese". Sono realmente comportamenti a rischio?

Sì, confermo che c'è un nesso dimostrato tra certi comportamenti sessuali e un maggiore rischio di contrarre infezioni orali: un numero elevato di partner di sesso orale è uno dei fattori di rischio, insieme al sesso vaginale, l'età del primo rapporto sessuale e altri. Anche il bacio "alla francese", quindi, potrebbe favorire la trasmissione del virus in bocca. Va comunque chiarito che non è l'occasionalità del partner che aumenta il rischio, quanto il numero di rapporti di questo genere. D'altro canto, tra i personaggi famosi che si sono ammalati di queste forme tumorali si può ricordare Michael Douglas.

Nel 2011 in Australia sono stati diagnosticati 3.121 casi di tumori al collo e alla testa, causati da fumo, eccesso di alcolici, esposizione al sole, radiazioni, asbesto e HPV. Ma davvero i baci "alla francese" possono essere più rischiosi del fumo?

Un dato importante da ricordare è che il virus HPV in bocca può essere combattuto dal sistema immunitario nell'arco di un anno, specie dalle donne. In caso di fumatori, però, le infezioni orali persistono. Quanto al confronto tra fumo e sesso orale, è una deduzione frutto dell'analisi dei dati negli Usa, relativi al 1989/90 e al 2003: mentre i tumori in gola HPV positivi (dunque causati dal papilloma virus) sono aumentati, quelli HPV negativi (dovuti ad altri fattori, come il fumo o l'alcol) sono diminuiti. Questo può essere spiegato con un cambiamento nelle abitudini (si fuma meno, specie in alcuni Paesi come l'America), mentre al contrario i costumi sessuali sono diventati più liberi.

Quali sono i campanelli d'allarme che dovrebbero spingere ad un controllo medico?

Intanto ricordiamo che ogni anno c'è una campagna di prevenzione europea, alla quale aderisce anche l'Italia attraverso l'AIOC, l'Associazione Italiana Oncologia Cervico-cefalica, che quest'anno prevede una giornata di informazione il 21 settembre prossimo.

Come si può leggere sul sito della campagna, esistono dei sintomi più frequenti, che vanno dalla lingua dolorante, al mal di gola, alla raucedine persistente; in caso di difficoltà a deglutire, di presenza di bozzolo o grumo al collo, naso chiuso da una narice o ancora perdita di sangue dal naso, il tutto per tre settimane, è bene rivolgersi ad un medico.

 

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