Salute

Tumore del pancreas: il parere dell'esperto

Ha una cattiva fama ma oggi alcuni pazienti guariscono. Ecco perché...

Tumore pancreas

Luca Sciortino

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Chirurgia complessa, diagnostica difficile, elevata aggressività del tumore. Curare le malattie del pancreas è stato da sempre estremamente complicato tanto che il tumore del pancreas si é guadagnato una cattiva fama. Secondo il professor Alessandro Zerbi, responsabile di Chirurgia Pancreatica dell’Istituto Humanitas, questa cattiva fama è ora meno giustificata alla luce dei recenti progressi. Panorama gli ha chiesto di spiegare che cosa sappiamo oggi sul tumore al pancreas.

Cosa s’intende per tumore al pancreas?
In realtà il termine comprende diverse categorie: le principali sono l’adenocarcinoma del pancreas, il tumore endocrino e i tumori di tipo cistico.

Qual è il più pericoloso?
Sicuramente l’adenocarcinoma perché cresce e dà metastasi rapidamente ed è subdolo nella sua presentazione.

Come viene diagnosticato?
La diagnosi è molto difficile, considerando che in una fase iniziale il tumore raramente è sintomatico. Fondamentali sono le diagnosi precoci, per questo è importante, soprattutto per chi ha familiarità, fare degli screening nei centri dedicati per  identificare e monitorare anche  lesioni molto piccole.

Un’ecografia molto raramente è in grado di individuare un tumore al pancreas allo stato iniziale, anche se potrebbe far sorgere un sospetto. La Tac con mezzo di contrasto è sicuramente in grado di individuare il tumore e capirne lo stadio di evoluzione. L’ecoendoscopia, oltre a ottenere immagini del pancreas, permette prelievi bioptici in grado di differenziare il tipo di tumore.

E il tumore endocrino?
E’ un tipo di tumore più raro e in genere benigno. Anche le forme maligne sono solitamente poco aggressive.

La diagnosi?
Anche in questo caso la Tac, la risonanza magnetica e l’ecoendoscopia. In qualche caso sono utili esami di laboratorio che valutano il valore di marcatori tumorali

Infine i tumori cistici…
Questi tumori sono più frequenti di quelli endocrini, e ultimamente sono diagnosticati con sempre maggior frequenza. Possono essere sierosi o mucinosi. I primi sono sempre benigni, i secondi possono evolvere in un tumore maligno. La diagnosi deve effettuarsi con una Tac, una risonanza magnetica o una ecoendoscopia.

Quando si decide se operare o no?
La decisione di operare dipende da caso a caso. Per esempio, se il tumore ha l’aspetto di un carcinoma ben localizzato in genere si decide di operare. In altri casi invece si può decidere di far precedere l’operazione da altri trattamenti, come chemioterapia o radioterapia.

L’operazione è difficile?
Sì, perché il pancreas è un organo che è situato in profondità ed è anche vicino a vene e arterie importanti. Inoltre è fragile e produce succhi digestivi che tendono ad erodere i tessuti che stanno intorno.

Un consiglio per i pazienti che devono operarsi?
Operarsi in un centro dove i chirurghi hanno grande esperienza in questo tipo di interventi. Diversi studi hanno dimostrato come un approccio multidisciplinare alla patologia pancreatica, in Centri d’alta specializzazione ed esperienza clinica, possa garantire al paziente una migliore diagnosi e più efficaci trattamenti.

L’operazione è la soluzione del problema?
L’asportazione del tumore è la cosa più importante nella cura dei tumori del pancreas, ma da sola non basta:  il trattamento più adeguato per il paziente vede la chirurgia seguita o preceduta da chemioterapia o radioterapia. Le caratteristiche di questa combinazione dipendono da caso a caso. Va sottolineato che i farmaci chemioterapici sono oggi più mirati e quindi hanno maggiore possibilità di successo rispetto al passato.

Dopo la cura cosa succede?
La prognosi è migliore di un tempo e ci sono pazienti che guariscono. Inoltre, spesso l’intervento chirurgico viene visto come molto impegnativo ma, al contrario di quanto si pensa, a distanza di qualche mese, la stragrande maggioranza dei pazienti è in grado di recuperare la stessa qualità di vita che aveva prima dell’intervento stesso.

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