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Salute

Tifosi attenti: troppa foga guardando le partite in TV è pericolosa per il cuore

L’aumento del ritmo cardiaco durante la visione di un match raggiunge picchi sufficienti a provocare eventi cardiovascolari

Novantaquattresimo minuto, le squadre sono ancora sullo 0 a 0, la partita è vivacissima con continui capovolgimenti di fronte. Improvvisamente il centroavanti riceve un assist perfetto, si smarca, entra in area, dribbla un difensore, ne salta un altro, il portiere è spiazzato: tiro a porta vuota e…palo! Emozioni al cardiopalma e da infarto. Letteralmente.

Non per allarmare i tifosi, visto che il campionato di serie A è appena iniziato e già fioccano le sorprese, ma all’annuale congresso della Società Europea di Cardiologia in corso in questi giorni a Londra è stato presentato uno studio che mostra come guardare le partite in Tv produce un aumento del battito cardiaco così elevato da essere paragonabile a quello raggiunto correndo sul tapis roulant alla massima velocità, e che può risultare pericoloso nelle persone particolarmente vulnerabili o con patologie cardiovascolari.

Che le partite più avvincenti siano da cardiopalma non è una novità. Infatti la ricerca condotta da Fabrice Demoniere dell’University Hospital of Fort de France ha il suo prologo nei quarti di finale del mondiale messicano del 1986: per passare il turno Francia e Brasile se la giocano ai rigori e allo zio di Demoniere, tifoso accanito dei galletti transalpini, mentre è incollato al tubo catodico viene assalito da un attacco di palpitazioni.

Numerosi anni dopo, prendendo spunto da quell’episodio, il cardiologo francese ha iniziato a condurre una ricerca mirata, dato che aveva anche notato, analizzando i dati raccolti dagli Holter (l’apparecchio portatile che registra l’attività cardiaca per 24 ore) indossati dai suoi pazienti del reparto di riabilitazione cardiovascolare, un aumento della frequenza cardiaca il sabato e la domenica, proprio nell’orario di trasmissione delle partite.

Il cuore batte per la propria squadra. Forte. Troppo.

Sono stati così arruolati oltre cento soggetti con età compresa tra i 18 e i 64 anni e tifosi di venticinque nazionali di calcio ai quali è stato applicato un Holter per misurare, durante la visione delle partite, il ritmo cardiaco, tachicardia ventricolare e sopraventicolare, extrasistole ed altri tipi di aritmie.

La raccolta dei dati è avvenuta durante le ultime tre edizioni della coppa del mondo: quella del 2006 in Germania, vinta fortunosamente dagli azzurri, la successiva del 2010 in Sud Africa e l’ultima tenutasi l’anno scorso in Brasile. I risultati, come facilmente prevedibile, hanno mostrato che durante la visione di un incontro calcistico si e verificato un aumento medio di trenta battiti al minuto nei telespettatori reclutati per lo studio.

Ma c’è di più: l’ottanta per cento dei soggetti esaminati ha raggiunto il 95 per cento della propria massima frequenza cardiaca, cioè paragonabile a quanto succede nell’esecuzione di un intenso esercizio fisico, con oltre centottanta battiti al minuto. Inoltre le contrazioni del miocardio in ogni individuo e durante i tre mondiali sono aumentate progressivamente durante la visione di una partita dalla fase a gironi fino alla finale: nell’edizione brasiliana della Coppa del Mondo si è passati infatti dai 146 battiti al minuto del primo turno ai 168 (88 per cento della massima frequenza cardiaca) dei quarti di finale, raggiungendo i 182 durante la finalissima.

Goal, falli, vittorie o sconfitte sono stati associati, analizzando i dati raccolti, ai picchi della frequenza cardiaca e ad alterazioni nella normale attività del miocardio. Nel dieci per cento degli individui messi sotto esame si è osservata fibrillazione atriale parossistica (improvvisa e transitoria aritmia con elevatissimo aumento di battiti al minuto).

“Tali cambiamenti di frequenza cardiaca rischiano di avere effetti negativi sulle persone con patologia cardiaca nota, ma anche in soggetti in cui non è stata rilevata” ammonisce il cardiologo, che consiglia ai tifosi più sfegatati e con problemi cardiocircolatori “di prendere dei betabloccanti prima di guardare la partita per prevenire alterazioni del battito cardiaco ed evitare alcol e sigarette”. E per chi si trova in curva o in tribuna, è importantissimo “dotare tutti gli stadi di defibrillatori di facile accessibilità” conclude. Come detto, il campionato è iniziato e speriamo davvero che da qui alla fine non ci sia bisogno di usarli.

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