Salute

Sigarette elettroniche vietate agli under 18: le reazioni

Il ministro della Salute, Balduzzi, ha innalzato da 16 a 18 anni l'età minima per poter "svapare". Soddisfatta l'Associazione nazionale Fumo elettronico, che però chiede una regolamentazione chiara

Innalzata dal ministero della Salute l'età minima per poter fumare le sigarette elettroniche: ora occorre avere almeno 18 anni, rispetto ai precedenti 16. Credits: Getty Images

Maglie più strette per lo "svapo": il ministro della Salute, Balduzzi, ha innalzato l'età minima a partire dalla quale si possono fumare sigarette elettroniche. D'ora in avanti, infatti, per poter acquistare e usare una e-cig occorrerà avere almeno 18 anni, rispetto ai 16 previsti dall'ordinanza precedente. Una decisione maturata per "coerenza" con la norma del cosiddetto "decreto Balduzzi", che dal 1°gennaio 2013 aveva già elevato a 18 anni l'età minima per la vendita dei prodotti del tabacco, e che arriva dopo un sollecito dello stesso ministro all'Unione europea perché venga regolamentato il nuovo settore.

"La loro diffusione - si legge in una nota del ministero della Salute a proposito delle sigarette elettroniche - è contrario agli sforzi per disincentivare la moda dell'uso delle sigarette, anche perché possono essere usate per aggirare i divieti, sia sulle aree smoke free che sui minori, e poi perché possono contenere nicotinoidi". Uno dei grossi nodi irrisolti del fumo elettronico, infatti, rimane la presenza di nicotina nelle e-cigarettes, in quantità peraltro non omogenea a seconda di marca e produttore del dispositivo.  

Il ministro Balduzzi, prima di emettere la nuova ordinanza, aveva chiesto un parere tecnico all'Istituto Superiore di Sanità , in merito al rischio connesso all'uso di sigarette elettroniche, in particolare sui minori, tenendo conto delle più recenti ricerche in materia. L'Istituto ha dunque condotto uno studio per valutare la pericolosità dei differenti quantitativi di nicotina presenti nelle varie cartucce di e-cig in commercio, considerando tre diverse tipologie di fumatori (moderati, medi e forti). La ricerca ha mostrato come anche nei dispositivi a bassa concentrazione di nicotina, che rispettano la cosiddetta dose quotidiana "accettabile" secondo l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, il quantitativo è maggiore rispetto a quello previsto appunto dalle norme europee. I rischi connessi all'assunzione di nicotina, a partire dalla dipendenza che essa crea, sono risultati tali da far innalzare l'età minima per poter accedere alle sigarette elettroniche, con particolare riguardo per gli effetti negativi che queste possono causare sugli adolescenti.

Ma se la decisione del ministero è stata accolta con soddisfazione da molti genitori, in particolare non fumatori, i produttori di sigarette elettroniche chiedono una maggiore regolamentazione. Il presidente dell'Associazione nazionale del fumo elettronico , ANaFe, ha infatti mostrato il "proprio apprezzamento per l'interesse del ministro Balduzzi nei confronti delle sigarette elettroniche e del loro utilizzo", chiedendo, però, nello stesso tempo che si crei un tavolo di lavoro ad hoc sul tema del fumo elettronico: "Al di là di interventi regolatori spot - ha affermato il presidente dell'ANaFe, Massimiliano Mancini - auspichiamo quanto prima l'avvio da parte del Governo di un tavolo di analisi e discussione trasparente che veda la partecipazione di tutti gli stakeholders, con un confronto che passi anche per le aule del Parlamento". Quello che i produttori di sigarette elettroniche e addetti del settore chiedono, insomma, è che si arrivi ad una "regolamentazione bilanciata che valuti costi e benefici - sanitari ed economici - di un nuovo prodotto che non è un metodo per smettere di fumare, ma che certo rappresenta un valido strumento per la riduzione del rischio".

Sul fatto che possa essere una forma di "passaggio" nell'iter per smettere di fumare, in realtà, si sono detti d'accordo anche alcuni specialisti. Molti dubbi, del resto, rimangono sul reale appeal che la sigaretta elettronica esercita sui più giovani, che secondo gli psicologi non rappresenta un tipico "oggetto di culto" adolescenziale. Certo una regolamentazione maggiore si rende ormai necessaria, sia per il fatto che la sigaretta elettronica si sta diffondendo sempre più, anche tra attori e personaggi del mondo della musica, dello spettacolo e persino dell'economia (da Vasco a Morgan, passando per Marchionne e Johnny Depp); sia perché al momento si è in presenza di una vera e propria giungla di divieti, specie per quanto riguarda le aree pubbliche, con singole amministrazioni che procedono autonomamente senza linee guida; sia infine perché ancora manca una quantità di studi scientifici tale da poter chiarire quali siano gli eventuali, reali effetti collaterali delle sigarette elettroniche .  

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