Salute

Se la futura mamma è stressata

Grazie a "L’Oréal Italia per le Donne e la Scienza", all'Università di Padova sarà una ricerca su come lo stress in gravidanza influisce sul nascituro

Newborn Baby Crying

Che cosa succede quando, durante la gravidanza, la donna vive situazioni di forte stress? Il feto o il bambino che nascerà può risentirne, e in che modo?  Su questo sta indagando Chiara Morosinotto, ricercatrice 35enne che ha lavorato per anni in Finlandia e (insieme ad altre cinque scienziate italiane) ha ottenuto grazie all’iniziativa «L’Oréal Italia per le Donne e la Scienza», una borsa di studio per portare a termine proprio questo tipo di studi (da ottobre 2017 a luglio 2018) al dipartimento di biologia dell’Università degli studi di Padova.

Intanto è bene chiarire, parlando di stress, che non si tratta del tipo di tensioni quotidiane che tutti sperimentiamo (e di cui tutti ci lamentiamo, a torto o a ragione). Lo stress che Morosinotto studia è quello causato da forti eventi traumatici: la guerra, un terremoto, un attacco terroristico. Alcuni  studi, in passato, hanno mostrato come un forte trauma vissuto da donne incinte (in un caso si trattava dell’attentato alle Torri Gemelli) produce, in una piccola percentuale di nascituri, un aumento dei livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, e talvolta problemi di crescita o cognitivi, come ansia, deficit di attenzione o iperattività.

Ma si tratta di studi isolati e, in un certo senso, poco sistematici. Per capire in modo più preciso gli effetti dello stress in gravidanza Morosinotto studia uccelli e pesci. «Lavoro su queste specie animali da una decina di anni. Nella foresta della Finlandia, nei passeriformi, abbiamo visto che la minaccia di un predatore come la civetta, che in natura è un fattore di forte stress, produce cambiamenti nella composizone delle uova: una volta deposte, queste contengono livelli alterati di immunoglobuline, anticorpi del sistema immunitario» spiega Morosinotto.

Impossibile sapere, visto che questi uccelli vivono in libertà, che cosa tutto ciò comporterà quando cresceranno, o si riprodurranno. «Proprio per questo, all’Università di Padova il mio progetto di ricerca sarà su un piccolo pesce di acqua dolce in cattività» continua Morosinotto. «Per indurre lo stress useremo per alcuni giorni di seguito una minaccia simulata, un pesce finto molto simile, come forme colore e dimensioni, a un predatore naturale dei fiumi. Quando si espone la femmina a questo stress, lei riduce il tempo di gestazione delle uova. Nell’acquario, potremo seguire i piccoli pesci che nasceranno da madri stressate, e capire meglio che cosa succede una volta adulti, nel loro stato di salute e nei loro comportamenti sessuali». E trasferire poi queste conoscenze sullo stress materno nella specie umana.

Nato nel 1998 su iniziativa di L’Oréal e Unesco, For Women in Science è stato il primo premio internazionale dedicato alle donne che lavorano nella scienza.

Oggi fa parte di un vasto programma incentrato sulla promozione della vocazione scientifica a livello internazionale. Fin dalla sua nascita, For Women in Science premia con 100 mila dollari 5 candidate, una per ciascuno dei cinque continenti.

Un impegno rafforzato dalla creazione di Borse di studio (15 internazionali e numerose altre, nazionali, a giovani ricercatrici).
Dal 1998 a oggi sono state sostenute 2.820 ricercatrici in 115 Paesi. In Italia il programma «L’Oréal Italia Per le Donne e la Scienza» è giunto alla sua 15° edizione. Le 6 borse di studio hanno un valore di 20 mila euro. Fino a oggi sono state assegnate 76 borse di studio ad altrettante scienziate.

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