Salute

Sanità: Ricciardi (Iss), italiani 'analfabeti' in materia, tra ultimi in Ocse

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Roma, 18 mag. (AdnKronos Salute) - "I cittadini italiani, nelle indagini internazionali, risultano all'ultimo posto, fra i Paesi industrializzati dell'Ocse, per alfabetizzazione sanitaria: l'80%, secondo i dati, non comprende i fenomeni complessi in questo settore, contro il 20% registrato in Giappone, che è al primo posto in questa classifica". Lo ha ricordato il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi, nel corso del meeting 'Immunodeficienze primarie e secondarie. Tra complessità terapeutiche, innovazione e sostenibilità'. Un confronto tra gli esperti, in corso oggi a Roma, promosso dall'Italian health policy brief (Ihpb) con il contributo non condizionato di Baxalta.

La scarsa consapevolezza degli italiani in tema di sanità, ha sottolineato Ricciardi, deve impegnare gli addetti ai lavori a un'importante sfida, ovvero a lavorare per "far capire con un linguaggio semplice ai cittadini italiani che problemi come ad esempio quelli legati alla ricerca, alla cura e all'assistenza nel campo delle immunodeficienze sono importanti e che ci sono le strategie per combatterli", ha aggiunto l'esperto sottolineando che, per centrare l'obiettivo, sono necessari due elementi: "Lavorare nell'interesse dei cittadini e attenersi alle evidenze scientifiche".

La disinformazione della popolazione generale, però, non corrisponde alla qualità della ricerca del nostro Paese, che rimane elevata, ha precisato il presidente dell'Iss. Per quanto riguarda le immunodeficienze, per esempio, "la ricerca italiana è all'avanguardia sia negli studi delle cause e sia nella terapia genica. Ed è all'avanguardia anche l'assistenza, nel senso che nel Paese si fanno migliaia di trapianti l'anno. Ciò ci pone come uno dei servizi sanitari più efficaci ed efficienti al mondo, seppure permangono molte disparità nell'accesso alle cure tra regione e regione. Il nostro compito, che speriamo sia pienamente abilitato con la riforma costituzionale, è proprio impedire che ci siamo differenze così forti".

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