Salute

Sanità: Chieti, dispenser acqua benedetta anti contagio in cappella ospedale

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Chieti, 24 mar. (AdnKronos Salute) - Acqua benedetta anti contagio nella cappella dell'ospedale di Chieti, dove il nuovo cappellano ha sostituito la classica acquasantiera di marmo con un dispenser di metallo. Con l'obiettivo di conciliare le esigenze di igiene, fondamentali in una struttura sanitaria, e quelle delle funzioni religiose. L'iniziativa è di Padre Renato Salvatore, camilliano approdato da 6 mesi al 'SS. Annunziata' della città abruzzese, che ha 'archiviato' la classica e antica vaschetta marmorea, suggestiva ma anche ricettacolo di germi.

"Nella pulizia della vasca in tante occasioni ho riscontrato una patina sul fondo - spiega il sacerdote - dove facilmente possono svilupparsi microrganismi dannosi per la salute. Un rischio a cui non possono essere esposti quanti frequentano un ospedale, che siano degenti, visitatori o pazienti esterni, potenziali moltiplicatori di infezioni che, invece, possono essere evitate facendo ricorso a un più igienico dispenser. Certo è privo di qualunque valore artistico o di pregio, ma garantisce ugualmente la funzione fondamentale di mettere a disposizione dei fedeli l'acqua benedetta, un sacramentale importante nel gesto del segno di croce per implorare la grazia divina".

Ma la vecchia acquasantiera non andrà completamente in pensione, riferiscono dall'Asl 2 abruzzese. Presto sarà ripristinata sotto il dispenser, ma unicamente per evitare che gocce in eccesso finiscano a terra. E poi perché simbolicamente resterà a segnalare in quel punto la presenza dell'acqua benedetta, il cui significato è anche ricordato da un testo posto accanto all'erogatore di acqua santa all'ingresso della chiesa.

Secondo il cappellano, il dispenser è un gesto di attenzione per le persone. Come lo è, per il sacerdote, l'acquisto dell''animatore liturgico', un dispositivo elettronico che diffonde un sottofondo musicale per tutto il giorno e accompagna le celebrazioni eucaristiche con canti e cori. La tecnologia, insomma, può conciliarsi perfettamente con la liturgia.

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