Salute

Salute: indagine promuove integratori Omega 3, a prova di metalli pesanti

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Roma, 15 mar. (AdnKronos Salute) - Integratori alimentari di Omega 3 promossi: in quelli più diffusi in Italia i metalli pesanti tossici sono "praticamente inesistenti". A indagare sull'eventuale presenza di mercurio, cadmio e piombo negli integratori alimentari di Omega3 maggiormente commercializzati in Italia sono i biologi dello Studio Abr. "Negli ultimi anni si sta verificando in tutto il mondo un crescente consumo di prodotti ittici (molluschi, crostacei, ma soprattutto di pesci). Mentre in Europa si arriva a un consumo medio/annuo a persona di circa 23 Kg, in Italia si raggiungono i 25 Kg. Un fenomeno legato anche a motivi etici (aumento dei vegetariani) e salutistici", ricorda all'AdnKronos Salute Luciano O. Atzori, biologo ed esperto in sicurezza degli alimenti e in tutela della salute.

Il pesce è ricco di acidi grassi Omega-3, "che svolgono un ruolo molto importante sulla salute umana. Ma svariate persone assumono quantità basse di queste sostanze e, per sopperire a tali carenze, consumano specifici integratori alimentari che, vista la materia prima da cui vengono ricavati, potrebbero contenere Pcb (policlorobifenili), diossine e soprattutto metalli tossici", spiega il biologo.

Ma gli integratori alimentari di Omega-3 in Italia sono sicuri? Per rispondere a questo quesito, lo Studio Abr (www.alimentiesicurezza.it) ha selezionato nove tra gli integratori di questo tipo più facilmente reperibili nei diversi punti vendita (farmacie, parafarmacie, erboristerie e grande distribuzione), tra quelli con prezzi accessibili alla maggior parte dei consumatori e prodotti dai costi più elevati.

In tutti e nove gli integratori sotto indagine si sono ricercati mercurio, piombo e cadmio. Il mercurio è stato cercato nella sua forma totale. Ebbene, "in base ai dati ottenuti, emerge che il rischio di presenza di metalli pesanti tossici negli integratori alimentari di Omega-3 a base di olio di pesce o di olio di Krill è praticamente inesistente nonostante le differenti formulazioni (intese come concentrazioni di Omega-3), la presenza o assenza di certificazione Ifos, i diversi prezzi e le differenti tipologie dei punti vendita. Insomma, si può affermare - si legge nell'indagine - che il consumo di questi integratori alimentari è sicuro in quanto scevro da contaminazione chimica da parte dei principali metalli pesanti tossici".

Più in dettaglio, tutti e nove gli integratori alimentari esaminati risultano ampiamente al di sotto dei tenori massimi (espressi in milligrammi per chilogrammo di peso) dei tre metalli tossici nel mirino dei biologi. "Infatti, per il mercurio (tenore massimo previsto negli integratori alimentari pari a 0,10 mg/kg) si è rivelato un valore oscillante tra <0,001 mg/kg e 0,002 mg/kg; per il piombo (tenore massimo previsto negli Integratori Alimentari pari a 3,0 mg/kg) si è rilevato il valore costante di <0,001 mg/kg, e per il cadmio (tenore massimo previsto negli Integratori Alimentari pari a 1,0 mg/kg) si è evidenziato < 0,01 mg/kg".

Quindi, in base ai dati ottenuti, secondo Atzori "il rischio di presenza di metalli pesanti tossici negli integratori alimentari di Omega-3 a base di olio di pesce o di olio di Krill è praticamente inesistente".

Ciò però, continua il biologo nella sua analisi, "non vuol dire che bisogna consumare integratori in sostituzione dei comuni prodotti ittici, in quanto questi ultimi apportano tanti differenti e utili principi nutritivi (proteine ricche di aminoacidi essenziali; lecitine; fosfolipidi; vitamine liposolubili, A e D; idrosolubili, soprattutto la vitamina B6 e la B2; differenti sali minerali). Ma se si ha una accertata carenza di Omega-3, e per esigenze personali si consuma poco pesce, gli integratori rappresentano indubbiamente un valido mezzo di supplemento".

Per fare il pieno in modo naturale di Omega-3, dallo Studio Abr consigliano di "consumare regolarmente pesce selvaggio (anche surgelato o in scatola) proveniente da mari freddi; per evitare l'assunzione di metalli tossici sarebbe opportuno, ove possibile, scegliere pesci di taglia medio-piccola, che non siano all'apice della catena alimentare (quindi limitare il consumo dei grandi predatori come il tonno, il pesce spada, le verdesche, il marlin, oppure alternare questi pesci con la palamita o le acciughe)".

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