Salute

Salute: Comune Merano contro dieta veg per bimbo, mamma vince ricorso

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Roma, 23 mar. (AdnKronos Salute) - Accolto il ricorso di una mamma vegana contro il Comune di Merano, che, per la seconda volta in due anni, aveva provato a esimersi dall’obbligo di fornire un menu vegano, prima al nido e poi alla scuola dell’infanzia. Quella pubblicata ieri dal Tar di Bolzano è un'altra "sentenza storica", sottolinea il legale Carlo Prisco, che rappresenta "l’affermazione definitiva, ove ce ne fosse stato bisogno, del fatto che l’alimentazione vegana non è un detrimento per la salute umana a nessuna età e in nessuna fase dello sviluppo e della crescita".

"Per ben due volte un’amministrazione comunale - ricostruisce Prisco - ha cercato di sottrarsi all’obbligo giuridico di riconoscere le istanze etiche dei cittadini. Per ben due volte questo tentativo si è infranto nelle aule di tribunale, dove la verità dei fatti è emersa cristallina". Già nel 2015, infatti, il Comune di Merano "aveva preteso un certificato medico per consentire a un bimbo iscritto al nido di seguire l’alimentazione vegana, manifestando preoccupazioni per la sua salute. In quello stesso anno il Tar di Bolzano si è pronunciato sulla questione dichiarando l’illegittimità della richiesta formulata dalla pubblica amministrazione e obbligandola a fornire il pasto vegano senza alcuna certificazione medica".

Nel 2016, prosegue l'avvocato, molto attivo sul fronte dei 'diritti veg', "lo stesso Comune, cogliendo l’occasione del passaggio di quel bimbo dal nido alla scuola materna, decide direttamente di negare l’alternativa vegana, eliminandola dalle opzioni previste per la mensa scolastica. La madre, per la seconda volta costretta a ricorrere alle vie legali, si è rivolta allo stesso tribunale amministrativo regionale per chiedere giustizia. E giustizia è stata fatta".

Nel secondo processo, spiega Prisco, il Comune di Merano "non ha neppure provato a contestare la fondatezza scientifica delle ragioni dell’alimentazione vegana e si è ben guardato dall’affermare che ciò avrebbe potuto pregiudicare la salute del bimbo. Già di per sé questa circostanza rappresenta l’implicito riconoscimento di come, alla prova dei fatti, della scienza e del diritto, l’affermazione che l’alimentazione vegana di un minore possa costituire un rischio per il suo sviluppo è del tutto priva di fondatezza ed esclusivamente ascrivibile a un pregiudizio", sostiene l'avvocato.

Per Prisco, "tanto le norme costituzionali italiane, quanto le linee guida del ministero della Salute del 2010, garantiscono e tutelano il diritto dei cittadini di esigere il rispetto delle loro scelte etiche, anche in ambito alimentare. Di fronte a diritti di rango costituzionale nulla possono le delibere comunali, come per esempio quella invocata a propria tutela dallo stesso Comune di Merano. E sebbene sia del tutto paradossale che la stessa pubblica amministrazione, già condannata a ottemperare certi dettami, soltanto nel giro di pochi mesi abbia potuto nuovamente disattenderli, si può ben sperare che questa ennesima riconferma possa servire come risposta definitiva a tutti i dubbi e le incertezze attorno alla questione dell’alimentazione vegana nelle scuole e nei confronti dei minori".

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