Salute

'Rapina organizzata scientemente'

Lorenzin

Roma, 23 mar. (AdnKronos Salute) - "L'utero in affitto deve essere riconosciuto come reato universale, bandito a livello internazionale, allo stesso modo delle altre forme di commercio e schiavitù degli esserei umani e questo in nome delle donne. Do la mia disponibilità a sostenere tutte le iniziative in queste senso che saranno messe in campo. Come donna e come madre non mi stancherò mai di denunciare pubblicamente questa schiavitù e commercio, perchè i diritti delle donne non si difendono solo con la grammatica". Lo ha affermato la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, intervenendo all'iniziativa "Maternità al bivio: dalla libera scelta alla surrogata", organizzata a Montecitorio da 'Se non ora quando libere'.

"Mater semper certa est, non avrei mai immaginato -ha aggiunto l'esponente dell'esecutivo- che un giorno questa evidenza lampante potesse essere messa in discussione. Eppure è possibile che una donna sia messa nelle condizioni di partorire un figlio che secondo un contratto, cosiddetto regolare, non è suo. Un figlio che dopo la fatica del parto deve consegnare a chi glielo ha commissionato. Questa è una schiavitù in una delle sue forme più crudeli, perchè non riesco a pensare a qualcosa di più crudele che privare una madre dei propri figli".

"E considero aberrante -ha insistito la ministra- convincere tante ragazze nel mondo occidentale che privarsi dei propri figli sia un dono, l'ultimo subdolo inganno consumato sulla nostra pelle. Quando una donna partorisce quei bambini sono suoi, i propri figli, punto e basta".

Lorenzin ha denunciato "una rapina organizzata scientemente fin da prima del concepimento del bambino", con "un listino razzista, perchè sappiamo bene che gli ovociti più pagati sono quelli di donne dalla pelle più chiara, di bell'aspetto, dal tratto occidentale. Queste mamme devono essere portatrici sane, ubbidienti, rispettose del contratto sottoscritto. Di loro sarà dimenticato tutto una volta svolto il loro compito di incubatrici viventi".

"Non so come si possa chiamare tutto questo una scelta di libertà. So solo -ha concluso la ministra- che si chiama commercio di donne e bambini, pratica antica con nuovi mezzi, perchè sono i ricchi che commissionano bambini e i poveri che danno le madri. E potrò credere che esista una surrogata veramente gratuita quando vedrò una bella donna, giovane, bianca, ricca, in carriera, fare da portatrice per una povera indiana sterile".

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