Salute

Polmonite: sintomi e cause della malattia

L'infezione degli alveoli polmonari che ha colpito Hillary Clinton riguarda, ogni anno, almeno 3 milioni di persone negli Usa

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La polmonite, malattia che ha colpito la candidata Usa Hillary Clinton, è una malattia piuttosto diffusa tra gli anziani e consiste in una infezione degli alveoli dei polmoni, talvolta con accumulo di fluidi. Per gli anziani, spiega un documento della Società Italiana di Gerontologia, rappresenta la quarta causa di morte, mentre per stime fatte negli Usa ogni anno tre milioni di persone vengono colpite, guarendo nel 95% dei casi.

I sintomi

I sintomi più comuni, spiega Vincenzo Marigliano, geriatra dell'università La Sapienza di Roma, ricordano quelli dell'influenza, con mal di gola, tosse secca e febbre, mentre più raramente si possono avere fatica, nausea o dolori muscolari. Si guarisce di solito in sei-dieci giorni.

"La tosse lamentata negli ultimi giorni dalla candidata alla Casa Bianca - sottolinea l'esperto - probabilmente era dovuta alla polmonite, e non alle allergie. Questo problema poi, unito al caldo umido e allo stress del momento particolare, ha verosimilmente contribuito al mancamento avuto durante la cerimonia di ieri. Molto più raramente invece questa malattia dà complicazioni cerebrali, innesca dei problemi di coagulazione del sangue con la formazione di piccoli coaguli che finiscono al cervello. Se fosse questo il caso, ma i medici sono perfettamente in grado di accorgersene, ovviamente il problema è più grave".

Le cause

A causare la malattia possono essere diversi organismi patogeni, da alcuni virus a batteri come lo pneumococco, uno dei più frequenti al punto che per gli anziani si consiglia il vaccino. "Nella migliore delle ipotesi - spiega Marigliano - con una terapia antibiotica la malattia dovrebbe tenere Clinton lontana dalla campagna per sei dieci giorni al massimo, per poi tornare in perfetta forma. Bisogna pensare che la candidata ha 69 anni, che comincia ad essere un'età in cui problemi di salute possono essere più frequenti". (ANSA)

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