Petizione per 10 raccomandazioni da sottoporre a ministro Lorenzin

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a cura di LABITALIA/ADNKRONOS

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Milano, 6 apr. (AdnKronos Salute) - "Tempo scaduto". L'Italia è "in ritardo" sullo sviluppo delle Breast Unit, centri di senologia multidisciplinari per le donne con tumore al seno. Il 2016 era il termine ultimo entro cui dovevano essere avviate queste unità, nella misura di una ogni 250 mila abitanti, ma "questa scadenza non è stata rispettata". A denunciarlo in un video-appello sul web sono pazienti, medici, infermieri, associazioni, sotto l'ala di Europa Donna Italia, movimento di advocacy per i diritti delle donne in tema di prevenzione e cura del cancro al seno, la 'lobby rosa' ispirata nel 1994 dall'oncologo Umberto Veronesi e oggi presente in 47 Paesi.

La richiesta affidata al video è una sola: rispettare gli impegni ribaditi anche a livello europeo, perché vengano realizzate al più presto su tutto il territorio nazionale le Breast Unit, come previsto dall'intesa tra il Governo e le Regioni del dicembre 2014. Tutte le cittadine italiane che si trovano ad affrontare un tumore al seno - una su 8 nell'arco della vita - devono poter "accedere a una Breast Unit, dove le percentuali di guarigione aumentano del 18% rispetto a un ospedale generico".

Europa Donna Italia promuove l'iniziativa, ma ha voluto che l'appello "fosse condiviso ed espresso da tutti gli attori coinvolti sul tema del tumore al seno", spiega la presidente Rosanna D'Antona. "Per questo nel video la voce delle donne si unisce a quella dei rappresentanti delle società scientifiche che a vario titolo si occupano di diagnosi, cura, assistenza della paziente in tutto il suo percorso". Le Regioni, è la richiesta corale, "accelerino l'implementazione delle Breast Unit e il ministero ne monitori attentamente l'attività e garantisca il rispetto dei criteri indicati nelle linee d'indirizzo ministeriali".

Al video hanno partecipato le associazioni nazionali Andos, Favo e Salute Donna, ma anche le delegate di alcune delle circa 100 associazioni territoriali iscritte a Europa Donna. Al loro fianco le società scientifiche Airo, Anisc, Gisma, Senonetwork, Sipo, Sirm, e il Gruppo italiano infermieri di senologia.

I promotori ricordano le Risoluzioni europee sul tema, l'accordo tra il Governo e le Regioni. Nonostante l'impegno messo nero su bianco a più livelli, osservano, "lo sviluppo delle Breast Unit è in ritardo ovunque, in alcuni Regioni non è nemmeno stato avviato. Nessuna misura è stata ancora adottata dal ministero della Salute per accelerare lo sviluppo dei centri, la cui attività andrebbe anche monitorata per garantire il rispetto dei requisiti indicati dalla normativa. Esistono infatti sul territorio molte sedicenti 'Breast Unit' per le quali manca ancora un sistema di accreditamento riconosciuto".

Da qui l'iniziativa di Europa Donna Italia che, sulla base delle segnalazioni provenienti dalle donne delle 100 associazioni del territorio aderenti alla sua rete, ha stilato anche 10 raccomandazioni (su applicazione della normativa, monitoraggio nazionale e regionale, presenza dell'associazione nel centro, screening mammografico e sorveglianza diagnostica, servizi essenziali di un centro, studi clinici, formazione di specialisti e associazioni, tumore e lavoro) da sottoporre al ministro della Salute Beatrice Lorenzin e alle quali, annuncia il movimento, "è possibile dare la propria adesione firmando una petizione". Assessori, politici, autorità - ribadiscono i promotori dell'appello - si affrettino.

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