Salute

Pediatria: Sipps, dormire poco aumenta rischio obesità e malattie croniche

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Roma, 16 mar. (AdnKronos Salute) - Solo il 68,4 % dei bambini dorme in modo adeguato, e dormire meno del necessario comporta il rischio di incorrere in patologie come obesità e disturbi vascolari. E' quanto emerge da 'Ci piace sognare', l'indagine realizzata dalla Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps) sulle abitudini tra 1 e 14 anni d'età. In occasione della 'Giornata mondiale del sonno' che si celebra domani, i pediatri mettono in guardia dai pericoli per la salute del dormire meno del dovuto. Quando fin da bambini si dorme poco - avvertono gli esperti Sipps - si rischia infatti di incorrere in obesità, già nel bambino e poi nell’adulto, e in una serie di malattie croniche che insorgono nell’età adulta come l’insulino-resistenza, il diabete mellito di tipo 2 e i disturbi cardiovascolari.

"Una riduzione sistematica e prolungata del sonno, oltre alle classiche conseguenze come sbalzi di umore, irritabilità e difficoltà di concentrazione - sottolinea Paolo Brambilla, coordinatore Gruppo di lavoro della Sipps 'Obesità e stili di vita' - sembra essere associata allo sviluppo di tali patologie. L’analisi degli studi pediatrici mostra poi come per ogni ora di sonno in più, il rischio di sovrappeso e obesità risulti ridotto in media del 9%. Soggetti, sia adulti che bambini, tendono ad avere un maggiore indice di massa corporea (Bmi), una maggiore percentuale di grasso corporeo e una maggiore circonferenza della vita nei confronti di chi rispetta le ore di sonno raccomandate. Anche la regolarità, e non solo la durata media, del sonno sarebbe importante a fini preventivi".

Nell’associazione tra diminuzione delle ore di sonno e aumentato rischio di obesità - spiegano i pediatri - si innescano diversi meccanismi: aumento dell’appetito, dovuto a un'alterazione dei neuropeptidi coinvolti nella regolazione dell’appetito stesso; aumento del tempo disponibile per assumere alimenti ricchi di calorie durante la giornata; stanchezza e riduzione dell’attività fisica.

I pediatri consigliano alcune linee guida variabili a seconda dell’età: i bambini fino a 12 mesi hanno bisogno di dormire 14-18 ore durante il giorno e la notte; i bambini dopo l’anno e per tutta l’età prescolare hanno bisogno di dormire 12-14 ore distribuite nelle 24 ore; i bambini che frequentano la scuola primaria hanno bisogno di dormire 10-12 ore al giorno.

Oltre alla durata, conta anche la qualità del sonno, e l’indagine Sipps mostra che solo il 47% dei bambini tra 1 e 2 anni si addormenta nel proprio letto. Questa percentuale sale progressivamente con l’età, arrivando all’87% a 10-13 anni. I bambini che si addormentano nel lettone (ben il 39% a 1-2 anni) si riducono con il crescere dell’età, ma sono comunque ancora il 26% a 5-6 anni e il 20% a 7-9 anni. Un 10% circa di bambini a ogni età si addormenta in un’altra stanza. Inoltre il 13,1% dei bambini cambia letto durante la notte (dal proprio a quello dei genitori).

Per un corretto sonno, i pediatri Sipps consigliano: la camera da letto deve essere tranquilla, silenziosa e poco illuminata e la temperatura confortevole (intorno a 20° C); occorre aiutare il bambino ad associare il letto con il sonno evitando, se possibile, di farlo addormentare in braccio o in altri luoghi per poi metterlo nel lettino; cercare di instaurare un rituale per l’addormentamento, per esempio cantare una ninna nanna o leggere una favola; evitare di far giocare i bambini con videogiochi, computer, tablet o di guardare la televisione poco prima di andare a letto; cenare almeno due ore prima di coricarsi perché la digestione non aiuta il sonno; cercare di mantenere sempre gli stessi orari di risveglio mattutino e di andata a letto la sera, evitando di cedere alla tentazione di spostarli per più di un’ora nel weekend. Se il bambino si risveglia è bene andare nella sua cameretta, rassicurarlo in modo veloce e poi uscire o al limite farlo scendere dal letto e impegnarlo in blande attività per una decina di minuti, come leggergli un libro.

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