Salute

Nuova terapia per l’emicrania grazie a uno studio italiano

Approvato l’utilizzo di un elettrostimolatore che, appoggiato sul collo, allevia il dolore durante gli attacchi di mal di testa

elettrostimolatore-emicrania

Angelo Piemontese

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Grazie a una nuova sperimentazione clinica, interamente made in Italy, chi soffre di emicrania avrà a disposizione una nuova opzione terapeutica.

La Federal Drug Administration, l’ente regolatorio americano per i farmaci e protocolli di cura, ha infatti approvato l’utilizzo un nuovo elettrostimolatore, che durante gli attacchi di mal di testa, si appoggia semplicemente sul collo: l’apparecchio stimola elettricamente il nervo vago (che parte dal cervello e raggiunge l’addome) riducendo efficacemente il dolore da emicrania.

“L’emicrania è la terza malattia più diffusa al mondo e una delle dieci patologie considerate più disabilitanti. Avere a disposizione un apparecchio maneggevole e pratico, che si può utilizzare in autonomia e sicurezza, è un’opzione terapeutica che può portare beneficio a milioni di pazienti” dice Cristina Tassorelli, direttore del Centro per la Ricerca sulle Cefalee alla Fondazione Mondino che ha coordinato lo studio multicentrico PRESTO (The Prospective Study of nVNS for the acute treatment of Migraine).

I risultati dello studio clinico

Per diciotto mesi, in dieci Centri Cefalee italiani, lo stimolatore è stato testato su 243 pazienti con emicrania.

Lo studio, in attesa di pubblicazione sulla rivista scientifica Neurology, prevedeva il confronto dell’efficacia dello strumento attivo con uno stimolatore “finto”.

“Dopo trenta minuti il 13% delle persone nel gruppo con il vero elettrostimolatore era completamente libera dal dolore” dice a Panorama.it la professoressa Tassorelli.

“A un’ora il 21% delle persone non aveva più mal di testa e a due ore il 30%. Mentre il 40% dei soggetti, dopo due ore, ha dimostrato una significativa riduzione del dolore, quindi possiamo affermare che l’apparecchio è efficace per una buona fetta di pazienti”.

Com’e fatto e come si usa l’apparecchio

“Il design e le dimensioni sono quelle di un cellulare” continua l’esperta e “si inizia appoggiandolo leggermente sul collo, senza comprimere, per regolare l’intensità di stimolazione, che varia da persona a persona: quando si percepisce una contrazione dell’angolo della bocca dal lato dove si appoggia significa che si è trovata quella giusta”.  

A quel punto, quando arriva l’attacco di mal di testa, si può iniziare il trattamento.

“Si fa una stimolazione sui due lati del collo, a destra e a sinistra, che durano 90 secondi ciascuna. Puossono essere ripetute dopo quindici minuti e dopo un’ora o due se il dolore non è passato”.

“Il nostro studio ha mostrato che eseguire più stimolazioni non comporta problemi di alcun genere”.

Come funziona l’elettrostimolatore

“Il meccanismo d’azione è semplice: attraverso la stimolazione elettrica del nervo vago si riesce a ridurre la liberazione del glutammato, neurotrasmettitore implicato nel dolore cronico” spiega Tassorelli.

In sintesi, “inibendo il rilascio di glutammato, che fa sentire il dolore, quest’ultimo si attenua”.

“Con questo strumento, in altre parole, si alza la soglia del dolore: la stimolazione vagale rende meno sensibili al mal di testa”.

In quali forme di emicrania è efficace

“Lo studio PRESTO è stato effettuato sulla emicrania episodica con attacco in corso, ma è stato pubblicato anche un studio americano sulla cefalea a grappolo e si stanno concludendo test sulla emicrania cronica”.

“Lo stimolatore può essere usato anche come preventivo per l’emicrania: in questo caso si devono applicare stimoli quotidiani per qualche mese a orari fissi, mattina e sera”.

Non ci sono effetti avversi

“L’apparecchio non presenta pericolosità, ha il marchio CE e quindi dal punto di vista strumentale è esente da rischi: come uno spazzolino elettrico, se usato per lo scopo per cui è stato fatto, non può causare danni”.

“Le stimolazioni non danno effetti collaterali, a parte un po’ di pizzicore sulla sede di applicazione”.

“L’unica controindicazione potrebbe essere per i soggetti che hanno impiantato nel corpo apparecchi elettrici, come il pacemaker, che possono teoricamente interferire”.

E non ci sono pericoli nemmeno per il cuore: “una possibile effetto negativo che temevamo durante il test era il rallentamento della frequenza cardiaca, come accade per esempio a chi si mette la cravatta stretta, perché il nervo vago è vicino alla carotide. Nessuno nello studio ha accusato alcun sintomo, perché si stimolano delle fibre diverse da quelle che rallentano il battito del cuore”.

Il vantaggio della terapia

“Ogni anno, solo nel nostro istituto, vengono ricoverati fino a 400 soggetti con emicrania diventata cronica e per uso eccessivo di farmaci per alleviarne il dolore, principalmente antinfiammatori”.

Questa terapia “consente di ridurre l’uso quotidiano di Fans (antinfiammatori non steroidei) che hanno pesanti effetti collaterali ed è quindi un’alternativa a tutti i ‘sintomatici’ (farmaci che leniscono il mal di testa ma non ne curano le cause) e agisce più in fretta”.

“Il sollievo infatti arriva entro 30 minuti, mentre i medicinali presi per bocca ci mettono minimo due ore prima di fare effetto”.

Quando sarà disponibile e quanto costerà

Una nuova versione dello stimolatore, maneggevole e ricaricabile (il modello precedente si poteva utilizzare per un numero limitato di volte) sarà rilasciata contemporaneamente in Europa e negli Stati Uniti nel corso del 2018.

“Tuttavia non sarà rimborsabile” si cruccia la dottoressa, che però ha lanciato ai produttori la proposta “soddisfatti o rimborsati” per aiutare i pazienti: “l’idea è che lo si compra, lo si prova su 2-3 attacchi e se funziona lo si tiene, altrimenti si può restituire”.

“Ma io sono un clinico, non so cosa decideranno gli esperti del marketing” continua Tassorelli, però “il costo, previsto di qualche centinaio di euro, è inferiore a un trattamento coi Fans, che altrettanto non sono rimborsabili”.

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