Neonato. Nei suoi primi sei mesi si gioca il futuro

Alcuni accorgimenti possono evitare al bambino, quando sarà grande, problemi di salute. Lo confermano tutti gli ultimi studi

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Luca Sciortino

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C’è un 68 per cento di probabilità che, se se state per essere mamme o siete delle neo-mamme, non vi rendiate conto delle conseguenze negative di un’alimentazione non corretta del bambino.  Piccoli errori nell’alimentazione e nello stile di vita del neonato o della mamma in fase prenatale compromettono la salute e la forma ottimale del futuro adulto, predisponendolo a obesità, diabete mellito, endocrinopatie e malattie cardiovascolari. Eppure, stando a uno studio della FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) con Eurisko sono solo il 32% i genitori italiani che ne hanno una pur minima cognizione.

Se il largo pubblico deve ancora acquistarne consapevolezza, il mondo scientifico ha invece in tempi recenti acquisito un quadro sempre più chiaro circa gli effetti dello scorretto apporto nutrizionale per il feto o per il neonato. Per esempio, quello che emerge da vari studi scientifici è che il cattivo comportamento di una mamma che esagera nell’apporto di calorie può “accendere” geni che favoriscono lo sviluppo di obesità nel futuro adulto. In particolare, dice

Gian Vincenzo Zuccotti, docente di Pediatria all’Università di Milano, «Uno stile di alimentazione materno caratterizzato da eccesso calorico  può determinare un accumulo di tessuto adiposo nel feto che ha riflessi sul suo stesso metabolismo, tanto da essere correlato all’insorgenza, a volte anche nell’infanzia, di ipertensione arteriosa e diabete mellito di tipo II». Se invece l’apporto di carboidrati e, soprattutto di proteine, della madre è insufficiente possono determinarsi ritardi nella fase di crescita del feto e il neonato potrebbe nascere sottopeso. «È importante che la donna in gravidanza segua un programma nutrizionale a lungo termine che stabilisca di caso in caso l’apporto giornaliero» dice Zuccotti «In generale in gravidanza si può tollerare un modesto incremento delle calorie introdotte  e della componente proteica. E’ comunque sempre fondamentale attenersi strettamente alle indicazioni nutrizionali ricevute dal proprio ginecologo al fine di evitare di commettere errori». Un indice di massa corporea maggiore di 30 nella donna prima della gravidanza potrebbe determinare un diabete gestazionale e l’eventuale necessità di un taglio cesareo. Per un indice di massa corporea compreso tra 25 e 30 è quindi necessario limitare la propria crescita ponderale in gravidanza.

Altre ricerche recenti si sono concentrate sui primi sei mesi della vita del bambino, quando l’alimentazione è esclusivamente lattea.

«Numerosi dati scientifici suggeriscono che il latte materno riduce il rischio in età più avanzata di patologie dismetaboliche come obesità, ipercolesterolemia e diabete di tipo II » continua Zuccotti « Il punto chiave è che il latte è ricco di ormoni e grassi polinsaturi fondamentali per mantenere un ottimale equilibrio metabolico a sua volta correlato a una minore stimolazione della formazione di tessuto adiposo». Com’ era noto da tanto tempo, il basso contenuto proteico del latte materno aiuta a rispettare quella sorta di regola d’oro dell’alimentazione valida sempre secondo la quale il 10-15 per cento del fabbisogno calorico deve essere formato da proteine, il 55-60 per cento da carboidrati e il resto da grassi. «Seguire questa regola dopo il  divezzamento svezzamento significa anche scegliere bene le porzioni di omogeneizzato di carne: in alcuni casi è necessario generalmente proporre non più di metà vasetto da 80 g» aggiunge Zuccotti  «Nel periodo di allattamento, invece, quando se il latte della madre non è sufficiente, bisogna fare attenzione al tipo di latte che si compra verificandone sempre il contenuto proteico Infatti non tutte le marche hanno il giusto contenuto proteico».

Valutare i rischi e calibrare il corretto stile di alimentazione per i neonati è un problema che va affrontato nei casi singoli. Da qui la difficoltà di elaborare linee guida generali valide per tutti e utilizzabili dalle mamme. Per questa ragione è stato istituito il Mese della Nutrizione Infantile: per tutto il mese di ottobre sarà a disposizione delle mamme un numero verde dedicato (800115533) per prenotare appuntamenti gratuiti con pediatri e psicologi. Non solo. Sul sito del Mese della Nutrizione infantile è possibile scaricare il Passaporto per la Crescita consigliato dalla Federazione Italiana Medici Pediatri: un libretto in cui vengono annotati dati importanti dello stile di sull’alimentazione del bambino in modo che possa meglio essere valutato da un Pediatra.

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