Salute

Medicina: Sid e Sigg, 'istruzioni per l'uso' per gestire diabete nell'anziano

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Roma, 5 apr. (AdnKronos Salute) - Dieta mediterranea e attività fisica aerobica, educazione all'auto monitoraggio della glicemia e attenzione al grado di funzionalità renale nell'assunzione di farmaci: sono alcuni dei suggerimenti del position paper 'Personalizzazione del trattamento dell'iperglicemia nell'anziano con diabete tipo 2' scritto a quattro mani dalla Società italiana di diabetologia (Sid) e dalla Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg), che contiene consigli su come gestire al meglio questa condizione nell’anziano.

"E' il primo documento su questo importante tema -commenta Giorgio Sesti presidente della Sid - e contiene una serie di raccomandazioni fondate sulle evidenze scientifiche che aiutano i medici specialisti e non specialisti a orientarsi correttamente nella gestione clinica del paziente diabetico anziano anche alla luce del nuovo ricco arsenale terapeutico per il trattamento della malattia diabetica". "E’ un tema particolarmente rilevante - prosegue Sesti - perché in Italia il 65% dei soggetti diabetici ha più di 65 anni. Oggi, l’aspettativa di vita di un 65enne con il diabete è di oltre 15 anni, un lasso di tempo sufficiente affinché un inadeguato trattamento del diabete possa tradursi in un peggioramento della prognosi in termini di morbilità e qualità della vita. Questo documento offre utili indicazioni a gestire la patologia con un approccio terapeutico pro-attivo e non improntato alla rassegnazione considerando che trattiamo persone che hanno ancora molti anni di vita davanti a sé".

"Questo documento - aggiunge Nicola Ferrara, presidente Sigg - è particolarmente articolato: partendo dall’epidemiologia e dalla definizione di 'anziano fragile', ci si sofferma su aspetti assolutamente centrali nel trattamento del diabete come la valutazione nutrizionale, la composizione corporea, l’intervento nutrizionale, l’attività fisica e la complessità del trattamento farmacologico. Attenzione viene posta, inoltre, all’ipoglicemia, particolarmente rilevante e pericolosa nel soggetto anziano ed alla gestione del paziente ricoverato complesso".

Di seguito i consigli di diabetologi e geriatri per una gestione ottimale del diabete nel paziente anziano, da oggi sui siti della Società italiana di diabetologia (Sid) e della Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg):

1) Effettuare di routine una valutazione nutrizionale, con uno strumento di valutazione standardizzato, come il 'Mini Nutritional Assessment', un questionario su aspetti fisici e comportamentali riguardanti lo stato nutrizionale dell’anziano. Per la compilazione bastano 10 minuti ed è molto utile anche nel diabetico. L’anziano è ad elevato rischio malnutrizione, condizione che si somma ai cambiamenti legati all’età (riduzione della massa ossea e muscolare e del contenuto di acqua; aumento della massa grassa). Particolarmente pericolosa è la cosiddetta obesità sarcopenica.

2) Interventi su nutrizione e attività fisica. Tutti i pazienti anziani con diabete e i loro caregiver - sottolineano gli esperti Sidd e Sigg - devono ricevere un counselling sull’importanza di nutrizione e attività fisica. Il piano nutrizionale va personalizzato in base alle preferenze e alle abitudini individuali, lo stato di salute fisica e mentale e la terapia in atto. La dieta mediterranea è quella da preferire; l’apporto proteico non deve superare il 10-20% delle calorie totali in presenza di insufficienza renale. Quando la dieta da sola non basta a garantire i fabbisogni nutrizionali -aggiungono - si può ricorrere a integratori proteici, vitamina B12, vitamina D e calcio. Va garantito un adeguato apporto di fluidi per evitare la disidratazione.

3) Impatto delle altre malattie dell’anziano sul diabete. L’anziano con diabete di tipo 2 dovrebbe essere sottoposto ad una valutazione multidimensionale geriatrica (misura delle funzioni globale/fisica, cognitiva e affettiva) e delle sindromi geriatriche. Un anziano con limitazioni potrebbe avere infatti difficoltà a gestire la terapia anti-diabete. Per lo stesso motivo bisogna vigilare sulla possibile comparsa di decadimento cognitivo (il diabete si associa ad un aumento del rischio di demenza del 47% e di Alzheimer del 39%) o di depressione.

4) Obiettivi glicemici. Nei diabetici anziani - ricordano gli esperti - gli obiettivi glicemici da raggiungere col trattamento vanno modulati sulla base del farmaco utilizzato e il suo rischio di dare ipoglicemia. Per i farmaci a basso rischio di ipoglicemia (metformina, Dpp-4 inibitori, pioglitazone, Sglt-2 inibitori, Glp-1 agonisti e acarbosio) l’obiettivo di emoglobina glicata può essere <7 %. Nel caso in cui sia necessario somministrare farmaci a rischio di ipoglicemia (sulfoniluree, repaglinide, insulina o suoi analoghi), è bene avere un obiettivo meno restrittivo (emoglobina glicata7,0/7,5 per cento) o anche più elevato (emoglobina glicata 7,5/8,0 per cento) in presenza di fragilità (complicanze gravi, decadimento cognitivo, demenza, pluripatologie).

5) Il glucometro, (l’apparecchio per l’automonitoraggio della glicemia) deve essere facile da usare e da leggere; ne esistono alcuni con risposta vocale per i pazienti con problemi di vista. Va sempre sottolineata l’importanza del monitoraggio della glicemia. L’anziano deve sapere come gestire un’eventuale ipoglicemia e portare sempre con sé delle bustine di zucchero.

6) La terapia non insulinica. La metformina è il farmaco di prima scelta anche negli anziani - evidenziano diabetologi e geriatri - purché non vi sia un’insufficienza renale grave, insufficienza cardiaca grave, insufficienza respiratoria o epatica. Chi non può assumere metformina, come prima linea di trattamento può ricorrere ad un farmaco che non induca ipoglicemia. In caso di mancato controllo si può aggiungere un secondo, un terzo o un quarto farmaco.

7) La terapia insulinica. Quando è necessario passare all’insulina, la prima da prescrivere è un analogo basale (glargine U100 e U300, degludec, detemir). Nei pazienti con iperglicemia dopo i pasti può essere necessario iniziare anche una terapia insulinica ai pasti.

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