Salute

Medicina: lotta a ipotermia, 'Chirurgia senza brivido' fa tappa a Milano

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Milano, 7 giu. (AdnKronos Salute) - No all'ipotermia in sala operatoria. Fa tappa a Milano - con il workshop del ciclo 'Normo Days' - la Campagna di sensibilizzazione 'Chirurgia senza Brivido' promossa da 3M Salute con il coordinamento scientifico di Siaarti, Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva. Obiettivo, informare anestesisti, rianimatori, management della sanità e cittadini sui rischi dell'ipotermia in sala operatoria e le possibili soluzioni, ma anche per sensibilizzare le istituzioni alla creazione di protocolli regionali ad hoc.

Un problema di cui si parla poco, ma che rappresenta una complicanza comune degli interventi chirurgici. La sensazione di freddo dopo una operazione è tra i più comuni ricordi raccontati dai pazienti. L'ipotermia – ovvero una temperatura centrale corporea inferiore a 36.0 °C – interessa infatti il 50-90% dei pazienti sottoposti sia a operazioni chirurgiche maggiori sia a procedure brevi. È un fenomeno dovuto all’effetto dell’anestesia che, oltre ad arrecare disagio per il paziente, comporta un aumento dell’incidenza di complicazioni quali maggiore rischio di mortalità, necessità di emotrasfusione, degenze ospedaliere più lunghe e aumento del rischio di infezione della ferita chirurgica, avvertono gli organizzatori della campagna. Dalla survey condotta da Siaarti in occasione della campagna emerge che il monitoraggio della temperatura è un aspetto che gli operatori considerano rilevante nei casi di chirurgia maggiore (più di 3 ore) e in corso di anestesia generale. Aspetto che viene invece trascurato man mano che gli interventi diminuiscono di durata o non prevedono l’anestesia generale.

"Il nostro ospedale - spiega Roberta Monzani, coordinatrice del Gruppo di Studio Siaarti per la Day Surgery e responsabile del Day Hospital Chrurgico dell'Irccs Humanitas di Milano - rappresenta un caso di eccellenza nel panorama regionale e nazionale. Siamo punto di riferimento per quanto riguarda la Day Surgery, modalità di ricovero che da noi viene utilizzato da circa 20 anni. Da sempre il paziente viene riscaldato in modo attivo in sala operatoria anche quando si tratta di interventi di breve durata e in anestesia locale o loco regionale. Questo consente di avere meno complicanze, maggiore comfort per il paziente e potrebbe contribuire a migliorare la gestione del dolore post operatorio".

Per 'fotografare' la situazione italiana, Siaarti ha condotto una survey sulla gestione della normotermia perioperatoria. Dall’indagine è emerso che nel 71% delle strutture la temperatura corporea, prima dell’ingresso in sala operatoria, viene misurata raramente o mai; nel 54% dei casi viene invece fatto il monitoraggio della temperatura corporea centrale. Nell’80% degli ospedali non è presente un protocollo specifico per la prevenzione dell’ipotermia. "L’obiettivo di questa Campagna è fare informazione e formazione in modo da arrivare a un'omogeneità delle attività di competenza dell’anestesista su tutto il territorio nazionale - dichiara Antonio Corcione, presidente Siaarti e primario della Uoc Anestesia Azienda Ospedaliera Dei Colli V. Monaldi di Napoli - Nonostante tutti gli anestesisti conoscano l’importanza del monitoraggio della temperatura, se andiamo a vedere la realtà italiana, purtroppo riscontriamo una situazione a macchia di leopardo e molto deficitaria. Per questo motivo abbiamo elaborato il documento di Buona Pratica Clinica sulla normotermia perioperatoria".

Il documento completo è disponibile sul sito www.siaarti.it/standardclinici. Dopo Napoli e Milano, altri 10 workshop sono in programma a Roma, Bari, Nuoro a giugno; Torino, Treviso, Firenze e Palermo a settembre; Genova e Rimini a ottobre e Chieti/Pescara a novembre. Il programma completo dei Normo Days, con date e relatori di ogni incontro, può essere consultato sul sito www. siaarti.it nella sezione Corsi.

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