Maltolo, la molecola che fa suicidare i tumori

La scoperta di due ricercatori italiani potrebbe essere un passo molto importante nella lotta al cancro

Una cellula tumorale (Getty Images)

Riccardo Bastianello

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Dalla cicoria, dal cocco e dal caffè arriva la molecole capace di far “suicidare” i tumori.

La scoperta è frutto della sinergia di due ricercatori precari dell'Università di Urbino: Mirco Fanelli e Vieri Fusi. I due, un biologo e un chimico, sono riusciti a modificare una molecola chiamata maltolo normalmente utilizzata come additivo alimentare in modo che questa induca micro-modificazioni del genoma delle cellule tumorali in grado di ridurre la loro capacità di sopravvivenza.

Banalizzando, non uccidono il tumore ma lo inducono ad una sorte di autodistruzione prematura. Tutto è partito dal Laboratorio di Patologia Molecolare “PaoLa” di Fano, un centro specializzato nello studio delle modificazioni epigenetiche nel cancro. La sperimentazione del “malten” e il “maltonis”, le due molecole inventate dai ricercatori, è chiaramente ancora all'inizio ma i risultati ottenuti in laboratorio fanno ben sperare.

“Negli ultimi anni – hanno spiegato Fusi e Fanelli – la ricerca in campo oncologico sta affrontando l’intera problematica attraverso una doppia strategia: da un lato cerca di comprendere a fondo le peculiarità molecolari alla base della patologia stessa e, dall’altro, prova a sviluppare nuove molecole come potenziali farmaci”.

“I due approcci – hanno continuato - non navigano necessariamente su due binari diversi ed è proprio con la scoperta dei meccanismi molecolari alterati nella cellula neoplastica che si gettano le basi per lo sviluppo di nuove molecole atte a correggere quelle alterazioni”.

La due molecole, oltre ad essere già state brevettate, hanno attirato l'attenzione di riviste scientifiche come il British Journal of Cancer e il Journal of Organic Chemistry. Nelle ultime settimane sono iniziate le prime sperimentazioni “in vivo”.

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