Salute

Malattia e mortalità infantile: progresso diseguale

Il rapporto di JAMA Pediatrics sulla salute di bambini e adolescenti in 195 paesi: morti dimezzate negli ultimi 25 anni

bimbo africa

Marta Buonadonna

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Come sono cambiati i livelli e le tendenze di mortalità e di perdita di salute tra i bambini e gli adolescenti dal 1990 al 2015? Grandi sforzi sono stati fatti negli ultimi decenni per ridurre la mortalità tra i bambini fino a 5 anni, che hanno portato a notevoli progressi. Meno attenzione è stata posta alla salute dei bambini più grandi e degli adolescenti. A livello globale comunque la mortalità sotto i 19 anni di età ha subito una significativa riduzione. Dallo studio apparso su JAMA Pediatrics che fornisce questi dati emerge però la presenza di enormi disuguaglianze: i paesi con indice socio-economico più basso continuano ad essere quelli in cui la salute e la sopravvivenza infantile sono a più alto rischio.

Asia e Africa restano indietro
Le stime parlano di un dimezzamento delle morti, da circa 14 milioni nel 1990 a poco più di 7 milioni nel 2015. Resta importantissima la quota di decessi sotto i 5 anni che sono stati quasi 6 milioni. Fatto pari a 100 il numero di morti infantili e adolescenziali, però, mentre nel 1990 la porzione attribuita ai paesi a basso reddito era pari al 61%, 25 anni più tardi è salita al 75%. Nel 2015 la maggior parte dei decessi (2,21 milioni, pari a circa il 30% del totale) è avvenuta in Asia meridionale, e nell'Africa sub-sahariana (2,79 milioni di morti, pari al 38% del totale).

Aumenta l'importanza delle malattie non trasmissibili
Le più comuni cause di morte sono state complicazioni neonatali alla nascita pretermine, le infezioni respiratorie, malattie diarroiche, difetti congeniti, sepsi e altre patologie neonatali, meningite, HIV e Aids. La riduzione globale della mortalità è dovuta principalmente a una significativa diminuzione delle morti causate da patologie infettive, nutrizionali e neonatali, che ha avuto come conseguenza un aumento dell'importanza relativa delle malattie non trasmissibili e delle lesioni sul totale dei decessi, come è avvenuto anche per altre fasce di età.

Aumenta la disabilità
La popolazione è aumentata in questi 25 anni ed è diminuita la mortalità, il che ha però comportato un aumento del 4,3% della quota di bambini e adolescenti disabili. L'indice che si utilizza per quantificare questo dato è quello degli anni vissuti con disabilità che nel 2015 sono stati 154 milioni tra i bambini e gli adolescenti, con la quota maggiore attribuita ai più grandi, dai 15 ai 19 anni (44,4 milioni). Tra le cause principali, oltre alle malattie infettive, troviamo le conseguenze a lungo termine di condizioni presenti alla nascita, come difetti congeniti, disturbi neonatali, patologie della sintesi dell'emoglobina, come per esempio la talassemia, oltre a complicanze di infezioni e a carenze nutrizionali. Tra le disabilità più diffuse troviamo l'anemia, la perdita dell'udito e della vista, l'epilessia e la disabilità intellettiva.

La guerra e la maternità
Il peso della guerra sulla mortalità dei giovanissimi è molto importante in Nord Africa e in Medio Oriente, dove nel 2015 è al secondo posto per ciascun sesso tra i bambini di età compresa tra 1 a 4 anni e al primo in tutte le fasce d'età successive.
Nei paesi più poveri la salute delle ragazze adolescenti è invece messa a rischio dalla maternità. Il tasso di mortalità materna globale per 100 000 nati vivi è stato pari a 278 nella fascia di età compresa tra 10 e 14 anni, e pari a 142 tra i 15 e i 19 anni, causando rispettivamente 1.343 e 26.855 morti materne nel 2015. Il calo medio annuo nel tasso di mortalità materna tra le adolescenti dai 10 ai 19 anni è stato solo dell'1,4%, quindi più lento del tasso di miglioramento globale del 2,6% della mortalità materna complessiva.

Obiettivi differenti
"L'attenzione internazionale e gli investimenti hanno portato a miglioramenti in molte malattie infettive e nutrizionali, ma i progressi sono stati discontinui", concludono gli autori dello studio. Il peso della malattia nell'infanzia e nell'adolescenza è ora ancora più concentrato nei paesi con indice socio-economico più basso di quanto non fosse una generazione fa. Le principali cause di morte e disabilità variano in funzione dell'età, del sesso, e dello stato socio-economico, quindi le sfide per ogni paese possono essere molto diverse. "Se abbiamo intenzione di mantenere il ritmo attuale di miglioramento della salute dei bambini e degli adolescenti, dobbiamo investire in una migliore raccolta dei dati, continuare a monitorare le tendenze e adattare i sistemi sanitari per soddisfare le esigenze attuali e mutevoli dei bambini e degli adolescenti in modo che tutti possano avere la possibilità di crescere in buona salute".


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