Salute

Ma chi l’ha detto che arrabbiarsi fa male?

L’ira al momento giusto è una strategia vincente

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Adirarsi è facile, ne sono tutti capaci, ma non è assolutamente facile e soprattutto non è da tutti adirarsi con la persona giusta, nella misura giusta, nel modo giusto, nel momento giusto e per la giusta causa». Intuizione perfetta, concepita (non a caso) 2 mila anni fa da Aristotele. Esiste dunque un modo corretto, e magari benefico, di arrabbiarsi? Un modo non disdicevole, che non faccia danni agli altri e neppure si ritorca contro noi stessi? Se lo chiede, in un lungo articolo, il settimanale New Scientist, interpellando in merito vari psicologi. La rabbia incanalata diventa, in questa ipotesi, strategia di controllo e non raptus incontrollato, il carburante più efficace soprattutto in campi dove il conflitto è fisiologico e talvolta auspicabile, come gli affari, la politica, l’azione sociale.

«Sperimentare una certa quantità di rabbia può aiutarci a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati, rendendoci, nel lungo termine, più soddisfatti e più sani» sostiene per esempio Brett Ford dell’Università della California. La rabbia e l’indignazione sono importanti per mobilitare il sostegno per un movimento sociale, aggiunge Nicole Tausch dell’Università di St. Andrews (e, no, non stava pensando al Movimento 5 stelle...). L’importante, concordano gli esperti, è dare sfogo a un’ira che abbia senso e scopo.

Per esempio: un manager può infuriarsi sul luogo di lavoro e la scenata gli sarà utile se poi affronterà concretamente i problemi che ne sono alla base, senza limitarsi a maltrattare i sottoposti.

Passando dal lavoro ai sentimenti di coppia, pare che le persone incapaci di esprimere rabbia in una disputa con il partner muoiano prima di quelle più bellicose (almeno, è quanto suggerisce uno studio della University of Maryland School of public health). Probabilmente perché accumulare e reprimere la rabbia, alla lunga, aumenta la tensione e gli effetti collaterali legati allo stress. L’ira è necessaria, ricordava ancora il grande filosofo greco, e senza il suo apporto non è possibile affrontare alcuna battaglia. L’importante è non confonderla con l’odio.

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