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Salute

L'ictus si può prevenire

Occorre intervenire su 10 fattori di rischio all'origine del 90% dei casi

La notizia è davvero ottima: dieci fattori di rischio modificabili sono responsabili di 9 ictus su 10 a livello globale, anche se la classifica della loro importanza varia nelle diverse parti del mondo. Sono i risultati dello studio condotto dal Population Health Research Institute della McMaster University e da poco pubblicati sulla rivista medica inglese The Lancet.

Uno studio globale
L'ictus è una delle principali cause di morte e disabilità, in particolare nei paesi a basso e medio reddito. I due principali tipi di ictus sono l'ictus ischemico causato da coaguli di sangue, che rappresenta l'85% dei casi, e l'ictus emorragico o sanguinamento nel cervello, che rappresenta il restante 15%. Lo studio condotto da Martin O'Donnell, Salim Yusuf e un gruppo di collaboratori provenienti da 32 paesi, si basa sui risultati della prima fase dello studio INTERSTROKE che ha individuato dieci fattori di rischio modificabili per l'ictus in 6.000 partecipanti provenienti da 22 paesi. L'intero studio INTERSTROKE, condotto su vasta scala, ha raggiunto 20.000 persone provenienti da 32 paesi in Europa, Asia, America, Africa e Australia, e ha cercato di individuare le principali cause di ictus in diverse popolazioni, giovani e vecchi, uomini e donne, e all'interno dei diversi sottotipi di ictus.

"Questo studio ha le dimensioni e la portata per esplorare i fattori di rischio dell'ictus in tutte le principali regioni del mondo e all'interno delle popolazioni chiave", ha dichiarato O'Donnell, professore di medicina traslazionale. "Abbiamo confermato i dieci fattori di rischio modificabili associati con il 90% dei casi di ictus in tutte le regioni e in tutte le fasce di età. L'ipertensione è il più importante fattore di rischio modificabile in tutte le regioni, e l'obiettivo chiave nel ridurre il peso dell'ictus a livello globale".

Ipertensione, sedentarietà e dieta
Esaminando i diversi fattori di rischio, i ricercatori hanno determinato la percentuale di ictus che sarebbero evitati se ciascuno di essi fosse eliminato. Il numero di ictus sarebbe praticamente dimezzato (48%) eliminando l'ipertensione; l'attività fisica potrebbe evitare più di un terzo dei casi (36%) mentre quasi un quinto sarebbe prevenuto con un dieta migliore (19%). La percentuale di ictus potrebbe essere ridotta del 12% eliminando il fumo, del 9% agendo sulle cause cardiache, del 4% prevenendo il diabete, del 6% agendo sul consumo di alcol, del 6% eliminando lo stress, e del 27% limitando i lipidi.

Molti di questi fattori di rischio sono noti per essere associati tra loro (come l'obesità e diabete), e quando sono stati combinati insieme, il totale per tutti e 10 i fattori di rischio era del 91%. Tuttavia, l'importanza di alcuni fattori di rischio sembrava variare da una regione all'altra. Per esempio, l'importanza dell'ipertensione variava dal 40% in Europa occidentale, Nord America e Australia al 60% nel Sud-Est asiatico. Il rischio legato all'alcol era più basso in Europa occidentale, Nord America e Australia, ma più alto in Africa e Asia meridionale, mentre l'impatto potenziale dell'inattività fisica è risultato più alto in Cina.

Prevenzione possibile
"I nostri risultati serviranno per mettere a punto interventi globali a livello di popolazione per ridurre l'ictus, e per capire come tali programmi possono essere progettati su misura per le singole regioni", dichiarano gli autori. "Ciò include una migliore educazione sanitaria, cibo sano più accessibile, lotta al tabacco e farmaci meno cari per l'ipertensione e la dislipidemia. Ora è il momento per i governi, le organizzazioni sanitarie e gli individui di ridurre in modo proattivo l'onere globale dell'ictus. I governi di tutti i paesi dovrebbero sviluppare e implementare un piano d'azione di emergenza per la prevenzione primaria dell'ictus", hanno concluso i ricercatori.

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