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Salute

La pancetta è peggio dell'obesità

Il paradosso dei grassi magri: l'adiposità addominale aumenta il rischio di mortalità più del sovrappeso

Non serve essere obesi perché il grasso che ci portiamo addosso faccia male alla salute. Uno studio appena pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine ha esaminato 15.184 adulti di età compresa tra 18 e i 90 anni. Analizzando i dati di circa 14 anni di follow-up, i ricercatori hanno valutato come il rischio di moralità per cause cardiovascolari e il rischio totale di morte fossero legati alla distribuzione del grasso corporeo. Hanno scoperto che le persone con peso normale, cioè con un indice di massa corporea nella norma, ma con una concentrazione di grasso nella parte centrale del corpo, avevano un più elevato rischio di morte rispetto a coloro che avevano un indice di massa corporea più alto, ma una distribuzione più uniforme del grasso.

Falsi magri

Così come da anni sappiamo delle esistenza di persone che sono "fit & fat", cioè in sovrappeso ma in forma dal punto di vista cardiovascolare, dobbiamo cominciare a familiarizzare con un nuovo tipo di paradosso, quello degli "skinny fat", cioè i grassi magri, che pur non essendo in sovrappeso, hanno un accumulo di grasso in zone del corpo dove questo dimostra di essere maggiormente pericoloso. Sempre di più, quindi, è il metro e non la bilancia lo strumento che dovremmo usare per capire se la nostra composizione corporea ci espone a maggiori rischi.

Il grasso non è tutto uguale

Il colpevole, individuato anche da altri studi recenti, potrebbe essere il grasso viscerale, diverso rispetto a quello sottovutaneo, perché si accumula tra gli organi interni ed è implicato nei processi che portano alla sindrome metabolica e al diabete di tipo 2: può infatti aumentare la resistenza all'insulina e l'infiammaziome. "Le persone che sono in sovrappeso o obese in base all'indice di massa corporea possono avere grandi quantità di grasso sottocutaneo nei fianchi e nelle gambe, legato a profili metabolici più sani", spiegano gli autori. "Questo potrebbe spiegare la migliore sopravvivenza inaspettata nelle persone in sovrappeso o obese, anche tra coloro che presentano obesità centrale". In un certo senso il grasso distributo in altre zone del corpo portebbe avere una funzione protettiva e mitigare il danni di quello addominale.

Andare oltre l'IMC

Grasso (ditribuito) è bello e sano quindi? Non proprio. L'obesità, comunque sia distribuita, resta un fattore di rischio per malattie cardiovascolari, diabete, vari tipi di tumore. Semmai va aumentato il livello di guardia su quanti ad oggi non sono oggetto di politiche di prevenzione, perché normopeso, ma invece presentano un rischio più elevato di aventi avversi per la salute a causa del grasso addominale. L'indice di massa corporea, per utile che sia, si conferma uno strumento di misura limitato. "Questi nuovi dati", si legge in un editoriale collegato allo studio, "forniscono la prova che i medici dovrebbero guardare oltre l'IMC".

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