M.F. Glasser, D.C. Van Essen
Salute

La geografia del cervello in una nuova mappa

Identificate quasi cento regioni sconosciute utili alla comprensione del comportamento e delle funzioni cognitive

È stata creata una nuova mappa del cervello, su cui sono state individuate 180 regioni specializzate, circa la metà delle quali finora sconosciute. Uno sforzo imponente che, secondo molti esperti, rappresenta un importante passo avanti per le neuroscienze e lo studio del cervello, e i cui risultati sono stati pubblicati in un articolo su Nature.

La mappa è stata creata sulla base delle immagini cerebrali di 210 persone, analizzate da programmi di intelligenza artificiale che hanno imparato ad identificare regioni con specifici confini e funzioni. Tutto il lavoro parte dal progetto di ricerca noto come Human Connectome Project, messo in piedi tre anni fa da un consorzio internazionale di ricercatori per individuare i circuiti nervosi alla base di comportamenti e funzioni cognitive. Per lo Human Connectome sono state usate macchine risonanza magnetica avanzata per riprendere immagini ad alta risoluzione del cervello di 1200 volontari, poi sottoposti a una varietà di test sulla memoria, il linguaggio e altre funzioni mentali. I ricercatori hanno anche fatto un lavoro di osservazione delle differenze anatomiche e nel tessuto della corteccia cerebrale, per esempio la quantità di mielina, la sostanza che riveste i neuroni.

Sulla base di tutte questi parametri anatomici e funzionali, i ricercatori hanno poi “addestrato” i computer a individuare e riconoscere nella corteccia cerebrale regioni distinte. Una volta avuto il responso, hanno fatto la controprova su altre 200 volontari, controllando se effettivamente alle scansioni trovate dal programma corrispondeva un “confine” tra le diverse aree.

La mappa ha individuato per la precisione 83 regioni già note, inclusa l’area di Broca, che il neurologo francese Paul Broca associò nella seconda metà dell’Ottocento al linguaggio, e 97 sconosciute, o anche dimenticate, come una zona che settanta anni fa un gruppo di ricercatori tedeschi aveva associato al linguaggio (si attiva quando si ascolta il racconto di storie) ma la cui traccia si era poi persa nella letteratura.

 La nuova mappa, di cui ci sarà da verificare l’accuratezza e la precisione, in un lavoro che prenderà ancora molti anni, è comunque un notevole risultato, considerato che le precedenti si basano su studi ormai vecchi di decenni. La prima utilità pratica potrebbe essere per la neurochirurgia, mentre per lo studio del cervello la mappa costituisce una base più precisa da cui partire per esaminarne la complessità.


 

 

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