La dieta vegetariana abbassa la pressione

Secondo un'analisi di oltre 40 studi scientifici, eliminare carne e pesce combatte l'ipertensione

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Marta Buonadonna

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Il legame tra pressione alta e rischio cardiovascolare è stato dimostrato in maniera incontrovertibile indipendentemente da altri fattori di rischio. Ricerche passate hanno evidenziato come, in persone tra 40 e 70 anni, ogni aumento di 20 mm Hg di pressione sistolica o di 10 mm Hg di pressione diastolica è associato a un rischio di malattie cardiovascolari più che doppio nell'intervallo di valori compreso tra 115/75 e 185/115 mm Hg. Intervenire sulla pressione è perciò determinante per prevenire disturbi anche molto gravi, dalle cardiopatie all'infarto.

Negli ultimi anni molti studi hanno focalizzato l'attenzione sul ruolo dei fattori modificabili nel rischio di sviluppare l'ipertensione: dalla dieta al peso, dall'attività fisica al consumo di alcol. I cambiamenti dello stile alimentare in particolare, si sono dimostrati efficaci nel prevenire e tenere sotto controllo l'ipertensione. L'ultimo tassello del mosaico lo aggiunge uno studio appena pubblicato su JAMA Internal Medicine, secondo il quale la dieta vegetariana avrebbe il potere di abbassare la pressione di chi la segue.

Yoko Yokoyama e colleghi del Centro Nazionale cerebrale e cardiovascolare di Osaka, in Giappone, hanno analizzato i dati provenienti da 7 trial clinici e 32 studi osservazionali con un totale di circa 22.000 partecipanti. Tutti gli studi rispondevano ai criteri fissati dai ricercatori: partecipanti di età superiore a 20 anni, dieta vegetariana, risultati sulla pressione sanguigna. Nei 7 studi clinici controllati (per un totale di 311 partecipanti, con un'età media 44 anni), il consumo di una dieta vegetariana era associato a una riduzione media della pressione sistolica (-4,8 mm Hg) e diastolica (-2,2 mm Hg) rispetto al consumo di diete onnivore. Nei 32 studi osservazionali (per un totale di 21.604 partecipanti con un'età media 46 anni), la dieta vegetariana era associata a pressione sistolica e diastolica medie inferiori a quelle registrate con le diete onnivore, con un calo pari rispettivamente a -6,9 mm Hg per la sistolica e -4,7 mm Hg per la diastolica.

Non mangiare carne e pesce (in alcuni studi le diete seguite dai partecipanti includevano invece uova e latticini), pare insomma assicurare una pressione sanguigna più bassa. Un effetto simile a quello che si osserva con l'adozione di alcuni stili di vita raccomandati contro l'ipertensione, come una dieta povera di sodio, o la perdita di 5 chili di peso. L'abbassamento della pressione reso possibile dalla dieta vegetariana è pari a circa la metà di quello che si ottiene con farmaci specifici contro l'ipertensione. Studi precedenti hanno dimostrato che una riduzione di 5 mm Hg della pressione sistolica può ridurre del 7% la mortalità per tutte le cause, del 9% quella legata a malattie coronariche e del 14% la mortalità per ictus.

Siccome però gli alimenti che compongono una dieta vegetariana possono variare da persona a persona e anche da paese a paese, resta da chiarire quali tipi di dieta vegetariana siano più strettamente associati a un abbassamento della pressione sanguigna, per poterle proporre sia a livello clinico sia, più in generale, come strumento di prevenzione nell'ambito di iniziative di salute pubblica.

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