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Salute

La depressione raddoppia il rischio di ictus dopo i 50 anni

L’incidenza è due volte maggiore nei soggetti di mezza età che soffrono da diversi anni di disturbi depressivi

Chi soffre da diversi anni di depressione e ha superato la soglia dei cinquant’anni è esposto, oltre ai già gravi disturbi portati da questa patologia, anche a un maggior rischio di essere colpito da un ictus.

Lo dice uno studio pubblicato il 13 maggio sul Journal of the American Heart Association: “Dalle nostre ricerche è emerso che in questa tipologia di soggetti la probabilità che si verifichi un colpo apoplettico (più semplicemente un ictus cerebrale) risulta raddoppiata rispetto alla media” dice Paola Gilsanz, della T.H. Chan School of Public Health all’Università di Harvard.

E specifica che “il rischio rimane elevato ancora per qualche anno anche dopo che i sintomi depressivi sono scomparsi, indipendentemente se per effetto di un trattamento specifico farmacologico e psicoterapeutico o per altre ragioni”.

Quello che risulta certo dallo studio americano è che “quando la sintomatologia depressiva aumenta o diminuisce, occorrono almeno due anni prima che il cambiamento si rifletta in un incremento o riduzione del rischio ictus”.

I ricercatori hanno analizzato i dati raccolti su oltre sedicimila persone over 50 seguite per dodici anni nell’ambito dell’Health and Retirement Study e intervistate ogni biennio, dal 1998 al 2010, sulle loro condizioni fisiche e psicologiche. Dai risultati è emersa una incidenza doppia di casi di ictus nei soggetti depressi da lungo tempo rispetto alle persone che non soffrivano di tale disturbo psichico.

E in quelli che hanno riferito di essere depressi alla prima intervista, ma non alla successiva effettuata due anni dopo, il rischio risultava essere ancora elevato, circa del sessantasei percento. Significa che benché la cura per la depressione fosse andata a buon fine, i risvolti benefici sul sistema cardiovascolare non sono stati altresì immediati.

Inoltre, in termini di riduzione del rischio, la diminuzione dei sintomi depressivi si è mostrata più efficace sulle donne, e in entrambi i sessi all’esordio della depressione non si è riscontrato un corrispondente aumento di insorgenza di ictus.

“Ora dobbiamo capire il legame tra queste due patologie e come far calare i casi di ictus curando la depressione” dicono i ricercatori. Qual è infatti il collegamento? Precedenti studi hanno mostrato correlazioni tra la depressione e ipertensione, anomalie del sistema centrale autonomo (quello che supervisiona le funzioni vegetative) e infiammazioni, nonché con l’insorgere di problemi cardiovascolari come la fibrillazione arteriosa. Senza dimenticare che le persone depresse sono in genere fisicamente poco attive e fumano molto. Tutti fattori di rischio, in particolare dopo la mezz’età, che favoriscono gli ictus.

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