Salute

Così la dipendenza da internet diventa una malattia

Il 42 per cento dei vacanzieri non riesce a fare a meno di connettersi. Con il rischio di non godersi la vita reale

AP Photo/Jae C. Hong, File

Ombrellone, sdraio, creme solari, ma anche e soprattutto collegamento internet. Non importa se tramite smartphone o tablet: l'importante è che anche in spiaggia ci si possa collegare alla rete, per controllare la posta elettronica, rispondere ai messaggi degli amici, aggiornare il proprio profilo sui social network (magari con qualche foto in costume in posa sexy). Insomma: il must di questa estate sembra essere la possibilità di rimanere in contatto con amici e conoscenti. Ovunque, o meglio: a qualunque costo.

A dirlo non sono le immagini dei vacanzieri in riva al mare con in mano lo smartphone, ma i risultati di una ricerca condotta da Esc Team , un centro per la cura delle dipendenze dal web, che ha intervistato oltre 1.500 persone sulle spiagge di Porto Cerco, Forte dei Marmi, Santa Margherita Ligure e Riccione. Il risultato è chiaro: il 42,44 per cento ha ammesso di non riuscire a fare a meno di internet neppure sul bagnasciuga. Secondo lo studio, ci si collega a internet almeno due ore al giorno, anche in vacanza, ma c'e' chi ha dichiarato di arrivare a passare 10 ore a navigare. Non tra le onde, ma tra Facebook, Twitter e altri social network.

Tanto basta per far parlare di allarme da dipendenza da rete, un fenomeno di cui negli Stati Uniti ci si sta occupando da tempo. Ad aggravare la situazione sono le possibilità offerte dalla tecnologia. Lo strumento preferito per navigare è lo smartphone, seguito dai tablet (posseduti dal 21,9% di vacanzieri intervistati, piu' di 1 su 5). Per chi  non ha strumenti per connettersi, è sempre possibile fare ricorso ai pc messi a disposizione ormai da molti stabilimenti balneari (12,78%), mentre il 4,10% afferma di utilizzare il notebook anche sotto l'ombrellone, tra palette e secchielli dei figli.

Secondo i ricercatori, però, questa voglia di non fare a meno della tecnologia, arrivando a rinunciare ad una partita a racchettoni con gli amici, può essere dannosa, perché non permette di staccare davvero la spina rispetto alla vita quotidiana del resto dell'anno, con la conseguenza di far sviluppare una forma di dipendenza. Esiste una sindrome, l'Internet Addiction Disorder (IAD)  caratterizzata da un forte desiderio di connettersi al web.

"Il soggetto" spiega Esc Team "aumenta progressivamente il tempo in rete tanto da compromettere la propria vita reale; se non puo' connettersi soffre, diventa irritabile fino a stati di agitazione o depressione". Roba da far venire i brividi.

Continuare a rimanere connessi al proprio smarthphone o tablet al mare, poi, puo' dare fastidio al vicino di sdraio. Secondo la ricerca, infatti, quasi il 20% di coloro che vedono i bagnanti costantemente alle prese con internet ha un giudizio negativo, mentre il 4,51% ne è infastidito.

Non è un caso che i pochi che riescono a lasciare a casa la tecnologia, togliendosi la possibilità di connettersi in rete o postare foto del mare su Instagram, ne parlino come di una conquista, quasi come fossero riusciti a disintossicarsi. Sono considerati, poi, moderni eroi coloro che annunciano trionfanti di essere offline per tutte le vacanze, rimandando i contatti a settembre. Il consiglio di Esc Team, però, è proprio quello di fare il grande passo, premendo il tasto "Off", e cercando invece di socializzare con il vicino di ombrellone.

Chissà che poi non diventi un nuovo contatto anche su un social network. Da settembre, però.

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