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Salute

Integratori: attenti agli antiossidanti

Nessuno studio clinico dimostra che facciano bene alla salute. Servono solo in rari casi

Ci è sempre stato detto che i radicali liberi dell'ossigeno e lo stress ossidativo sono per la nostra salute nemici da combattere e che l'arma per farlo sono gli antiossidanti, naturalmente contenuti in molti cibi, ma che sempre più persone assumono in forma di integratori. Ora una revisione di diversi studi sull'argomento mostra che mancano prove soddisfacenti del fatto che questi prodotti proteggano davvero la nostra salute. Anzi, prendendoli si corre il rischio di fare danni peggiori di quelli che si volevano prevenire.

Le due facce dell'ossigeno
Noi dipendiamo dall'ossigeno per produrre energia, ma l'ossigeno ha anche il potenziale di produrre i cosiddetti radicali liberi che possono causare stress ossidativo e malattie. I marcatori dello stress ossidativo sono stati correlati con numerose patologie: malattie cardiovascolari, cancro, diabete e altre ancora. Gli integratori sembrerebbero la scorciatoia ideale per contrastare l'effetto dell'ossidazione, peccato che nessuno di quelli testati in studi clinici randomizzati abbia dimostrato di apportare alcun beneficio.

Più danni che benefici
Al contrario, alcuni di essi possono causare danni. Questo perché i radicali liberi non innescano solo malattie ma svolgono anche molte funzioni importanti nel corpo, per esempio per la difesa immunitaria e la sintesi degli ormoni. Quindi gli antiossidanti interferiscono sia con le molecole di ossigeno positive sia con quelle che scatenano la malattia.

No agli integratori
Pietro Ghezzi della Brighton and Sussex Medical School e Harald Schmidt dell'Università di Maastricht spiegano i risultati ai quali sono giunti in un articolo che appare sul British Journal of Pharmacology e avvertono di non prendere questi integratori a meno che non venga diagnosticata una carenza evidente di antiossidanti da un professionista sanitario. "Si può affrontare lo stress ossidativo in modo del tutto diverso", spiega Schmidt "con farmaci mirati solo a quelle fonti di molecole di ossigeno che rappresentano fattori scatenanti della malattia e lasciando in pace quelle sane".

Per tutti coloro che non hanno deficit particolari, è meglio continuare a procurarsi gli antiossidanti che servono attraverso la dieta. Tra gli alimenti che ne sono ricchi ricordiamo spinaci, peperone rosso, cime di rapa, more selvatiche, ribes rosso, lamponi, olive e succhi di agrumi.

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