Influenza: HappyAgeing, 45% anziani non si vaccina

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a cura di LABITALIA/ADNKRONOS

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Roma, 9 dic. (AdnKronos Salute) - Il 45% degli anziani non si vaccina contro l'influenza. E tra gli over 50 solo il 10% è vaccinato contro la polmonite pneumococcica, malattia infettiva che "provoca decessi di oltre 20 volte superiori di quelli provocati dall’influenza con oltre 9 mila morti l’anno". A lanciare l'allarme è HappyAgeing (Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo), invitando ad aderire alla campagna di sensibilizzazione 'Vacci. Vacci a vaccinarti 2016' (presente anche sui social con l’hashtag #Vacci), che chiuderà il 31 dicembre. Tra i testimonial anche l'attore e conduttore Michele Mirabella.

"In Italia - osserva HappyAgeing, citando i dati Ocse sul confronto tra le vaccinazioni antinfluenzali tra gli over 65 nel 2004 e nel 2014 - si è verificato un calo di circa il 10%. L'Italia occupa il 18simo posto, Messico e Corea del Sud sono i più virtuosi con percentuali dell'80%". "Degli oltre 9 mila adulti intervistati, di cui oltre mille nel nostro Paese - prosegue - solo il 20% sa che esiste un vaccino contro la polmonite. L’1% sa che la malattia è responsabile di più del doppio dei decessi rispetto agli incidenti d’auto. Il 95% conosce la malattia a livello superficiale e il 36% ignora che alcune forme di polmonite possano essere contagiose".

"Anche se non è possibile stabilire con certezza l’andamento dell’influenza - dichiara il presidente HappyAgeing, Michele Conversano - si prevede che il picco possa manifestarsi nel periodo natalizio. C’è tempo fino a dicembre per effettuare un’adeguata prevenzione della sindrome influenzale e delle eventuali complicanze correlate. Muoiono diverse persone l’anno per complicanze da influenza, quasi tutte anziane. Se si combinasse la vaccinazione antinfluenzale al vaccino antipneumococcico, si potrebbe arrivare a ridurre il numero di decessi fino anche del 60%".

"Purtroppo - aggiunge il direttore di HappyAgeing, Marco Magheri - circolano convinzioni infondate sulle vaccinazioni, quali una scarsa fiducia verso le istituzioni, una bassa percezione del rischio, il timore di effetti collaterali e le questioni relative all'accesso e al presunto costo del vaccino, gratuito nella maggior parte delle regioni italiane. Per questo motivo, campagne di sensibilizzazione come questa sono utili a migliorare la consapevolezza che una migliore qualità della vita è possibile a tutte le età".

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