Assisted by family and friends a centenarian blows out the candles on her cake during her 100th birthday party at a nursing home. Image shot 2008. Exact date unknown.
Salute

I centenari italiani? Stanno meglio degli 85enni

Cuore più sano e meno malattie. Il segreto dell'elisir di lunga vita in una combinazione di geni e stile di vita

I centenari italiani stanno bene, addirittura meglio dei 75enni e degli 85enni: soffrono meno di diabete e hanno il cuore più sano.

Lo dice uno studio condotto da cardiologi dell’ospedale San Giuseppe di Milano e presentato al congresso della Società Europea di Cardiologia tenutosi a Roma a fine agosto.

Ecocardiografie eseguite su un campione di 120 persone over cento e su un egual numero di individui tra i 75 e gli 85 hanno mostrato una percentuale più bassa di patologie cardiovascolari: solo il 20% dei centenari è affetto da fibrillazione atriale, un’aritmia che insorge dopo i 70 anni, contro il 50% degli anziani più giovani e presentano un terzo di malattie coronariche in meno.

Inoltre solo un quinto di loro ha il diabete, la metà rispetto a chi ha 25 anni in meno. Insomma, gli oltre sedicimila connazionali che hanno superato il secolo di vita se la passano meglio dei più giovani ottuagenari.

Come si spiega questo apparente paradosso? “È una combinazione di più fattori” dice a Panorama.it Leonardo Bolognese, direttore cardiologia Ospedale di Arezzo. “Hanno certamente adottato uno stile di vita particolarmente sano e possiedono caratteristiche genetiche che hanno evitato problematiche fino a quell’età”.

Anche l’ambiente conta: “l’incidenza di ictus triplica nelle persone che si trasferiscono dalla campagna alla città”.

Ma è sulla componente genetica che i medici stanno investigando. “Ci sono tre studi in corso da parte dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri sui cosiddetti casi rari, un 5% di persone che pur fumando, mangiando cibi ricchi di colesterolo e facendo poco movimento non subisce l’infarto grazie a specifici geni mutati” spiega Michele Gulizia, direttore cardiologia all’ospedale Garibaldi di Catania.

“La maggior parte degli ultracentenari ha queste alterazioni genetiche positive”. Tramite la medicina di precisione si sta quindi lavorando per carpire il segreto della loro longevità, cioè scoprire quali geni ne sono responsabili per poter intervenire in futuro con l’ingegneria genetica nel trattamento di gravi patologie.

“Perlopiù le persone che hanno spento più di cento candeline non sono stati manager né imprenditori: per loro il tempo scorreva in maniera normale, non in modo frenetico. La ricetta per l’elisir di lunga vita? Tenere il colesterolo basso, praticare esercizio fisico e non farsi dunque mancare una buona dose di me ne frego”.

 

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