Salute

Gli spermatozoi? Si orientano "a naso"

Scoperti otto recettori olfattori: probabilmente servono a captare sostanze rilasciate dall'ovocita, favorendo la fecondazione

spermatozoi

Marta Buonadonna

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"L'olfatto è un organo importante dal punto di vista riproduttivo. Se pensiamo ai ferormoni, all'ape che raggiunge il fiore per l'impollinazione sentendone l'odore, al cane che sente la cagnetta in calore anche a distanza. Gli odori, insomma, stimolano l'attività sessuale". A parlare è Alfredo Pontecorvi, Direttore dell’Istituto Scientifico Internazionale “Paolo VI” - ISI e dell’Area di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo del Policlinico A. Gemelli di Roma, che ha coordinato uno studio appena apparso su Frontiers of Endocrinology nel quale lui e il suo team hanno scoperto che l'olfatto è importante anche per gli spermatozoi.

Alleato in amore

"Odori e attività riproduttiva sono strettamente collegati", spiega Pontecorvi a Panorama.it. "Lo conferma il fatto che esiste una malattia, la sindrome di Kallman, che consiste in un difetto di maturazione dei precursori delle cellule nervose che producono gli ormoni che regolano la riproduzione. Le stesse cellule diventano neuroni dell'epitelio olfattorio cioè trasmettono l'impulso degli odori al cervello. Nelle persone che hanno la sindrome, in pratica un gene alterato causa sia infertilità che anosmia, cioè insensibilità agli odori".

Ma che c'entra l'olfatto con gli spermatozoi? "I recettori olfattori sono presenti in numero enorme a livello dell'epitelio del naso, dove sono responsabili dell'olfatto e sopratutto del gusto", racconta Pontecorvi. "Noi li abbiamo ritrovati anche sugli spermatozoi. Presumibilmente lo spermatozoo si dirige verso sostanze rilasciate dall'ovocita. Se ci pensiamo bene rispetto alle sue dimensioni lo spermatozoo fa una strada enorme per arrivare dal testicolo all'ovocita. Come fa a sapere dove deve andare? Probabilmente si orienta con un olfatto virtuale".

Per riprodursi ci vuole fiuto

“Nel nostro studio, svolto in collaborazione con il Professor Massimo Castagnola e i ricercatori dell’Istituto di Biochimica e Biochimica Clinica dell’Università Cattolica, l’applicazione di moderne piattaforme di proteomica (per studiare le proteine umane) – precisa Pontecorvi - ha consentito di identificare ben otto differenti recettori olfattori presenti come frammenti nel liquido seminale ed espressi sulla superficie dello spermatozoo, nei tubuli seminiferi del testicolo e nell’epididimo. I nostri dati evidenziano un ruolo importante per questi recettori poiché essi consentirebbero allo spermatozoo di ‘fiutare’ le sostanze chimiche rilasciate dall’ovocita e di dirigersi verso di esso allo scopo di fecondarlo”, aggiunge Pontecorvi, che è professore Ordinario di Endocrinologia all’Università Cattolica.

“I recettori olfattori degli spermatozoi intervengono anche nel processo di maturazione dello spermatozoo stesso, e dunque diventano nuovi attori di quell’articolata rete di molecole deputate alla regolazione della spermatogenesi”, aggiunge Giuseppe Grande, andrologo dell’Istituto Scientifico Internazionale “Paolo VI”-ISI, che ha partecipato allo studio.

Infertilità senza recettori

"In pazienti con infertilità dovuta all’arresto della maturazione degli spermatozoi", spiega Domenico Milardi, andrologo presso l’ambulatorio ISI presso la Fondazione Policlinico A. Gemelli, "abbiamo dimostrato l’assenza di questi recettori. Riteniamo quindi che tale assenza possa svolgere un ruolo causale nella compromissione della spermatogenesi in questi pazienti". In pratica, mi spiega Pontecorvi, "spesso chi ha disturbi di infertilità non ha espressione di questi recettori", che quindi hanno per forza un ruolo cruciale nella riproduzione.

"Ora cercheremo di capire quali sono le sostanze che stimolano lo spermatozoo legandosi a quei recettori, perché questo ancora non lo sappiamo", conclude Pontecorvi. Potrebbe essere un lavoro lungo, quindi non trattenete il fiato in attesa che gli studiosi distillino la preziosa sostanza e la impacchettino in bombolette spray.

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