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Salute

Gli amici? Fanno bene alla salute

Hanno un effetto benefico superiore a quello di coniugi e parenti. E diventano sempre più importanti man mano che invecchiamo

Avete presente tutti quegli studi sul fatto che gli sposati campano più dei single e che se uno ha avuto un infarto e vive da solo sopravvivrà meno di chi ha una moglie che si prende cura di lui? Tutto vero: i legami coniugali e più in generale familiari fanno bene alla salute. Ma diversi studi stanno facendo emergere un'altra verità. Se vivere isolati, con pochi contatti sociali può nuocere al nostro benessere, è stato dimostrato, almeno quanto essere obesi o avere la pressione alta, non tutte le relazioni hanno gli stessi benefici effetti. E soprattutto andando avanti con l'età, sembrano essere i rapporti che ci scegliamo quelli che contribuiscono maggiormente a farci stare bene, e in salute.

Se gli amici contano più dello stile di vita

Già in uno studio pubblicato alla fine degli anni Settanta su 7.000 uomini e donne in Alameda County, in California e cominciato nel 1965, gli autori rilevavano che le persone isolate dagli altri avevano circa tre volte più probabilità di morire durante i nove anni del follow up rispetto alle persone con forti legami sociali. Una differenza nella sopravvivenza che non ha nulla a che vedere con l'età, il sesso le abitudini e lo stato di salute fisica. Anzi, gli autori avevano scoperto che chi aveva stretti legami sociali ma uno stile di vita poco salubre (fumo, obesità, sedentarietà) viveva comunque più a lungo delle persone con pochi legami sociali che pure avevano abitudini più salutari. Per fare bingo, quindi, basta abbinare socialità e stile di vita sano.

In tempi più recenti, due studi condotti da William Chopik della Michigan State University confermano che il potere dell'amicizia si rafforza con l'età e che può essere più importante delle relazioni familiari. Chopik ha coinvolto quasi 280.000 persone provenienti da quasi 100 paesi e ha scoperto che negli adulti più anziani le amicizie sono un predittore di salute e felicità più forte rispetto ai rapporti con i membri della famiglia.

Nel più piccolo dei due studi, un sondaggio sulle relazioni e le malattie croniche al quale hanno partecipato quasi 7.500 anziani americani, è emerso prepotente il ruolo delle amicizie. Quando queste erano fonte di tensione, i partecipanti hanno riferito di avere più malattie croniche, quando invece gli amici costituivano un sostegno, i partecipanti erano più felici.

Compagni di strada

Secondo Chopik è proprio la natura facoltativa di queste relazioni a renderle così importanti. Nel corso del tempo manteniamo le amicizie che ci piacciono e ci fanno sentire bene e scartiamo via via tutte le altre. E in età avanzata, magari dopo un lutto o dopo lo sfilacciarsi dei rapporti familiari, il ruolo delle amicizie diventa cruciale per prevenire la solitudine e fornire conforto, consigli, sostegno. Le relazioni familiari sono spesso altrettanto gradevoli, ma a volte hanno implicazioni pesanti se non addirittura spiacevoli, oppure possono risultare monotone.

"Ora cominciano ad esserci diversi studi che mostrano quanto sia importante l'amicizia per gli adulti più in là con gli anni", spiega Chopik. "Mostrano che le amicizie predicono la felicità quotidiana e in ultima analisi l'aspettativa di vita più delle relazioni coniugali o familiari". "Le amicizie ci aiutano a scongiurare la solitudine, ma spesso sono più difficili da mantenere nel corso della vita. Se però un'amicizia ha retto alla prova del tempo allora vuol dire che è una buona amicizia. Sarà una persona alla quale rivolgersi per un consiglio, qualcuno che davvero volevamo nella nostra vita". E che proprio per questo contribuirà a farci sentire bene.

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