Salute

Felici, contenti, più sani: così l'ottimismo protegge la salute

Uno studio dimostra che chi ha un atteggiamento positivo vive più a lungo

Ottimista

Marta Buonadonna

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Con l'avvicinarsi delle feste natalizie e della fine dell'anno c'è chi fa bilanci non sempre positivi, mentre altri compilano entusiasti liste di propositi per l'anno che verrà e non vedono l'ora di lanciarsi in nuove avventure. Chi avrà un 2017 e in generale una vita migliore? Se vi siete già sentiti dire che l'ottimismo è la chiave per una vita felice e non ci avete creduto, sappiate che uno studio inglese pare aver finalmente confermato almeno una cosa: un atteggiamento positivo fa bene alla salute. E allunga la vita.

I benefici del pensiero positivo
Essere ottimisti aiuta a difendersi dallo stress, spinge a mangiare meglio, ad avere uno stile di vita complessivamente più sano, a fare più attività fisica. Tutte cose che riducono il rischio di malattie croniche. Ma per collegare ottimismo e longevità non c'erano ancora dati sufficienti. Tutti gli studi fatti in precedenza, infatti, non duravano abbastanza a lungo per tirare conclusioni significative. In pratica si limitavano a fotografare lo stato d'animo di un momento senza poter fare previsioni sul futuro.

Serviva uno studio longitudinale, come quello condotto da Andrew Steptoe e colleghi dello University College di Londra, i cui risultati sono appena apparsi sul British Medical Journal, per verificare le ricadute sulla longevità di un atteggiamento positivo rilevato nel corso degli anni. I dati sono presi dal Longitudinal Study of Aging che ha coinvolto 10 mila persone di mezza età tra il 2002 e il 2013. Ai partecipanti è stato chiesto in tre diversi momenti di rispondere a quattro domande il cui scopo era quello di dare una valutazione sui rapporti con altre persone, sulla loro vita in generale e sul livello di energia sentito.

I più soddisfatti sono più longevi
A quasi sette anni dalle loro ultime risposte, le persone che avevano riferito un maggior livello di soddisfazione in tutte e tre le occasioni avevano il 24% di probabilità in meno di essere morte rispetto a coloro che non avevano riportato alcuna soddisfazione per la propria vita. Quelli che si erano detti felici due volte su tre avevano una mortalità più bassa del 17%. Questo significa, commentano gli autori, che più a lungo una persona si trova in uno stato emotivo positivo, meglio è per ciò che concerne la sua salute.

Ma come dice il titolo di un film con Valerio Mastrandrea, la felicità è un sistema complesso, fatto di stati d'animo momentanei, l'umore, spesso protagonista di studi precedenti, e di un più generale senso di soddisfazione, difficile da catturare. Le quattro domande poste ai partecipanti servivano proprio a creare un quadro più completo del loro atteggiamento rispetto alla vita.

Il ruolo chiave delle amicizie
Interessante è anche capire come hanno fatto coloro che riportavano più alti liveli di soddisfazione a raggiungere questo invidiabile stato di benessere. Dovendo focalizzarsi su un solo aspetto, Steptoe sostiene che, oltre a una buona salute mentale, quello che conta di più è mantenere le relazioni sociali. Curare le amizicie, soprattutto dalla mezza età, è un'attività che riveste un ruolo importante per una vita soddisfacente. "Per molti versi di tratta di un investimento per il futuro oltre che per il presente".

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